IIl mondiale di calcio, che si è svolto per la prima volta in Africa, è giunto ahinoi ai titoli di coda. Abbiamo assistito a partite combattutissime, a colpi di scena memorabili e a situazioni alquanto assurde.
POLPO PAUL - VOTO 10 La palma di protagonista di Sudafrica 2010 non va ad un calciatore o ad una squadra, ma senza alcun dubbio al polpo dell’acquario di Oberhausen, capace di azzeccare tutti i pronostici della Germania, compresa la dolorosa sconfitta contro la Spagna in semifinale. Infallibile il suo metodo: di fronte a due urne (con le bandiere della Germania e della sua avversaria di turno) contenenti succulenti crostacei, Paul sceglie con i suoi tentacoli il più gustoso, ergo la squadra vincente. I tedeschi (assieme ai bookmakers, che si sono rovinati per colpa del simpatico polpo) vogliono mangiarlo perché traditore, il resto del mondo chiede di proteggerlo e già che c’è di pronosticare altri risultati (non solo calcistici). Nostradamus e tutti gli indovini sono dei dilettanti in confronto al polpo più famoso della storia. Diffidate delle imitazioni (e soprattutto non provateci con il vostro pesce rosso) SFERA DI CRISTALLO
MARIO FERRI – VOTO 9 La nazionale italiana a casa già al primo turno, l’arbitro Rosetti che fa infuriare i messicani agli ottavi di finale… insomma nessuna traccia di un italiano alle semifinali. Tutto falso, perché come d’incanto spunta l’invasore con la maglia di Cassano, che ottiene il suo momento di gloria in occasione della semifinale Spagna- Germania. Peccato che la security sudafricana abbia maltrattato il povero Ferri e che il tribunale lo abbia condannato a 300 € di multa e al divieto d’accesso in Sudafrica per due anni. Perché tutto quest’accanimento? In fondo chiedeva di portare Cassano ai Mondiali… a Lippi staranno fischiando le orecchie. Onore a chi ha tenuto alto il vessillo italiano, assieme a Quagliarella. IMPAVIDO
DIEGO ARMANDO MARADONA (CT ARGENTINA) E JOACHIM LOEW (CT GERMANIA) – VOTO 8 Ecco a voi un esempio di come gli allenatori non pensano solamente a fare schemi e impartire ordini ai calciatori. Il Pibe de Oro Maradona si distingue per la barba stile Fidel Castro e per l’abbigliamento elegante in cui domina il grigio (che si abbinava persino al rosario che Maradona teneva in pugno dopo la batosta contro gli inglesi). Il tedesco Loew, più minimalista, ricorre ad un maglioncino azzurro molto attillato e a pantaloni scuri, spesso accompagnati da sciarpe dai colori bizzarri. Vuoi vedere che i vari Armani, Dolce & Gabbana, Pignatelli e compagnia bella hanno intenzione di ingaggiarli come modelli alle prossime sfilate di moda? FASHION
STADI – VOTO 7 In Africa si sa che la differenza tra poveri e ricchi (pochi) è marcatissima. Quello che ha colpito lo spettatore (oltre che l’ospitalità dei sudafricani e la loro voglia di uscire dagli scantinati bui della vita ordinaria) è la bellezza architettonica degli stadi: belli, funzionali, capienti e sempre pieni. Italiani, il Terzo Mondo (degli stadi) lo abbiamo noi! GIOIELLI
COREA DEL NORD – VOTO 6 Ebbene sì, anche i temutissimi nordcoreani (famosi più che altro per il loro regime assoluto e per i desideri di una guerra atomica) si sono fatti notare al mondiale. All’inizio, vengono redarguiti dalla FIFA perché hanno iscritto (non sappiamo se volontariamente o no) un attaccante come terzo portiere e per le conferenze stampa fin troppo soporifere. Poi in occasione del match contro il Brasile, un giocatore piange durante l’esecuzione dell’inno nazionale (altro che salutini e baci alla telecamera). Tutto viene quasi oscurato dalla prestazione sontuosa contro i Pentacampeon, concedendo solo un gol di scarto. Dopodiché, sette gol dal Portogallo e tre dalla Costa D’Avorio e il titolo virtuale di squadra “cenerentola”. Purtroppo non è stato emulato il Mondiale 1966, quando un gol del tipografo Pak Do Ik condannò l’Italia ad una clamorosa eliminazione al primo turno. I nordcoreani, 44 anni dopo avranno pensato: peccato non aver affrontato gli azzurri, visti i risultati… L’IMPORTANTE E’ PARTECIPARE
MEDIA BRASILIANI E ARGENTINI – VOTO 5 Avete presente la legge del taglione? I media brasiliani e argentini l’hanno applicata in maniera perfetta. Il Brasile perde contro l’Olanda, esce dai quarti di finale e i media argentini, piuttosto che pensare alla decisiva partita contro gli inglesi, esultano manco avessero vinto il mondiale. Il giorno dopo, gli argentini perdono quattro a zero contro l’Inghilterra e i media brasiliani si vendicano rinfrancandosi dopo la delusione del giorno prima (emblematico il titolo “Hahahahahaha!” dell’home page di Globo Esporte). E’ giusto ridere delle disgrazie altrui, quando il mondiale è stato un fallimento? Tom e Jerry sono dei santi… OCCHIO PER OCCHIO, DENTE PER DENTE
JABULANI – VOTO 4 Una cosa è certa: il pallone Jabulani non ha fatto dormire sogni tranquilli ai portieri. Leggero come una piuma, ricorda spaventosamente il mitico Super Tele, il pallone di gomma dai colori accesi che per molti è stato il primo contatto con il mondo del calcio, oltre che svago dell’infanzia. Dai pionieristici palloni di cuoio con i lacci (non adatti per i colpitori di testa) ai palloni alla Holly & Benji, dalla direzione indecifrabile e dalle traiettorie ondulanti. Nonostante le mille proteste degli addetti al lavoro (su tutte quella del CT della Costa D’Avorio Eriksson, che ha definito Jabulani un “pallone da supermercato”) il pallone dei mondiali è sopravvissuto e continuerà (con i suoi eredi) imperterrito la sua opera d’umiliazione contro i portieri. L’evoluzione della specie, al contrario. PALLA PAZZA
VUVUZELA - VOTO 3 Domanda da un milione di dollari per i calciatori: meglio sentire dei cori volgari o delle trombette fastidiose che suonano senza sosta per 90 minuti (recupero compreso) e che rendono la comunicazione un miraggio? Per fortuna non avremo più a che fare con questo strumento caratteristico sudafricano, che difeso a spada tratta da FIFA, ministro della cultura sudafricana e antropologi da strapazzo, ha messo a dura prova i timpani dei calciatori, l’apparato respiratorio dei tifosi e la pazienza degli spettatori da casa. Speriamo che non venga importato in Italia: guardare le partite tra ultras che si picchiano, calciatori che si sputano tra loro e vuvuzelas che suonano festanti in stadi vecchi dieci secoli sarebbe per il povero spettatore un autentico viaggio nel girone dantesco. I disturbi della quiete non hanno confine. PERICOLO PUBBLICO
WAGS & ATTRICETTE VARIE – VOTO 2 In ogni mondiale di calcio c’è sempre una diva nazionale, una WAGS (moglie o fidanzata del calciatore) o una show-girl mai considerata che deve rompere le scatole ai calciatori e far sbavare il pubblico maschile. Il Paraguay fa un gran mondiale e tale Larissa Riquelme, che ha il vizio di tenere il cellulare sul petto, si spoglia con la bandiera paraguaiana come sfondo. L’Olanda va avanti fino alla finale e tale Bobbi Eden promette in caso di vittoria mondiale una seduta di sesso orale a chi si prenota su Twitter. In Italia tale Marika Fruscio (sesta di seno, ex di Uomini & Donne) si spoglia nonostante gli azzurri sono usciti al primo turno. Molte per farsi notare (come Melissa Satta, partner di Bobo Vieri) sono ricorse al body-painting patriottico. Per non parlare dell’incubo degli allenatori di calcio, le WAGS, autentiche tentatrici pronte a succhiare sangue ai poveri calciatori già stressati da schemi, critiche, e palloni che non entrano… Qualcuno si è rassegnato: Fabio Capello, CT dell’Inghilterra, ha aperto il ritiro alle WAGS. E i risultati sono stati catastrofici... Si salvi chi può! INDECENTI
GIORNALISTI RAI – VOTO 1 Entrerà nel libro nero del giornalista, la telecronaca RAI di Slovacchia-Italia stile “Via Crucis” e il conseguente post partita funereo. Il più meritevole di tutti è stato secondo noi Carlo Paris, che ha seguito il nefasto evento a bordo campo, descrivendo con terribile lucidità i volti dei poveri azzurri. Il telespettatore, già inquieto e nervoso di suo, avrà senz’altro buttato il televisore al plasma dal balcone dopo aver sentito i diecimila “L’avevo detto” di Salvatore Bagni. Meglio non andare oltre, per evitare di riaccendere un sentimento di rabbia e vergogna non ancora represso del tutto. Gli azzurri, per il loro “funerale sportivo”, hanno trovato degni cerimonieri che si sono distinti soprattutto per incoerenza e per aver fin troppo gioito al ritorno di Lippi in nazionale. Grazie di esistere, Mamma RAI. BECCHINI
FIFA – VOTO 0 Non vediamo l’ora di vedere Blatter e tutto il suo team andare in pensione. Il calcio è senz’altro lo sport più amato e praticato al mondo, ma grazie alla FIFA è anche il meno evoluto. Perché giocare con un pallone indecente? Perché affidare delicate partite ad arbitri inesperti (provenienti dagli angoli più remoti del mondo) e poco carismatici? Perché non ricorrere alla moviola in campo (cosa che ormai fanno tutti gli sport)? Di questo passo, il calcio andrà in malora e sarà preda di un conservatorismo degno del più inetto dei regimi assolutistici. Perciò speriamo vivamente che il governo del calcio mondiale prima o poi cada dal piedistallo su cui si è elevato. Le continue pressioni di calciatori, tifosi e addetti ai lavori meritano risposte urgenti. Ah, quante braccia tolte all’agricoltura! PARRUCCONI
Pasqualino D'Amico
| < Prec. | Succ. > |
|---|















