OGGIMEDIA.IT

News, curiosità e tendenze sul web

Sei su: Sport Calcio Troppi "sputi" nel mondo del calcio, è ora di finirla!

Troppi "sputi" nel mondo del calcio, è ora di finirla!

E-mail Stampa PDF
Condividi su : FacebookGoogleTwitterhttp://www.wikio.itDiggGurura

I mondiali sudafricani, oltre che le ronzanti e intermittenti vuvuzelas, hanno enfatizzato un qualcosa di assolutamente fastidioso per gli occhi dello spettatore, ossia la tendenza da parte dei calciatori a ricorrere sistematicamente allo sputo. Ebbene sì, una delle attività meno nobili dell'uomo, praticata per espellere le impurità dalla bocca ma anche per umiliare il nemico di turno, è ripetutamente immortalata dalle numerose telecamere che seguono la rassegna iridata. Con la conseguenza, che gli sputi (grazie anche a primi piani straordinariamente indiscreti) superano di gran lunga le giocate e mortificano degli atleti spesso esaltati ad autentici esempi per i giovani.

Il lettore, di concerto con noi, non riterrà sicuramente opportuno il fatto che molti calciatori, senza esclusione di colore di squadra o età anagrafica, possano esprimere il loro disappunto o peggio ancora immotivatamente quest'immondo gesto, da sempre sintomo d'estrema volgarità, ogni volta che vengono inquadrati da una, se pur furtiva, telecamera, continuando, poi, a perpetrare la suddetta ignominia nell'arco dei novanta minuti di gioco... Come possiamo giustificare questo interminabile "fiume di saliva"? Troppo fiatone, acqua bevuta di fretta e bevande energetiche non gustose sono le cause principali, ma anche colpi proibiti e pallonate in pieno volto contribuiscono ad aumentare la percentuale di vergognose "emissioni salivari" durante i match.

Il campo da gioco non è il solo bersaglio dello "sputatore", che per punire l'avversario provocatore o per sbollire la rabbia preferisce di gran lunga colpire oggetti e persino avversari. Sicuramente i casi più eclatanti sono stati due. Nel 2000 in occasione del match di Champions League Lazio - Chelsea, l'ex difensore biancoceleste Sinisa Mihajlovic utilizzò (dopo un'interminabile serie d'intimidazioni) l'arma "poco convenzionale" dello sputo nei riguardi di Adrian Mutu, beccandosi una maxi-squalifica, dopo che le telecamere lo avevano incastrato. Stessa dinamica accadde in Italia – Danimarca (Europei 2004), quando il carnefice fu il capitano della Roma Francesco Totti che colpì l'attuale giocatore della Juve Christian Poulsen.

Recentemente anche Cristiano Ronaldo, stella indiscussa del Portogallo, dopo il deludente match contro la Spagna, è caduto nella malefica tentazione: gli sputi verso una telecamera hanno fatto il giro del mondo e stanno minando la già non esaltante reputazione dell'ex Pallone d'oro. Persino Wimbledon, il torneo di tennis più famoso al mondo è stato colpito dalla "sindrome del lama", poiché il romeno Victor Hanescu ha dovuto pagare una multa salatissima di 15000 dollari per aver sputato al pubblico, accusato a suo dire di aver influenzato negativamente il suo incontro. Insomma anche uno sport insospettabile e storicamente raffinato come il tennis ha i suoi momenti più deplorevoli!

Questi precedenti rischiano seriamente di influenzare negativamente i tanti bambini che si avviano allo sport, creando sempre più emuli dell'infame gesto. Perciò bisogna insistere nell'educarli al rispetto per l'avversario, sottolineando che vince il più abile e non il più provocatore o chi sputa più lontano, come per gioco si faceva da bambini. Considerata la continua rassegna che dobbiamo sorbirci tutte le volte, chiediamo, quindi, a chi trasmette gli eventi sportivi di censurare al massimo le immagini di atleti che sputano, per evitare di sentire frasi come: «Papà, vedi, sono bravo anch'io a sputare mentre gioco proprio come fa Cristiano Ronaldo?»

Pasqualino D'Amico

Notizie Correlate
«Accettando ad estremo saluto la preghiera, l'insulto e lo sputo». Così scriveva Fabrizio De André in "Si chiamava Gesù", canzone incentrata sulla cristiana figura del figlio di Dio. Ma noi, non possedendo le doti


Numeri impietosi condannano i rossazzurri Ci risiamo. Il quinto anno in Serie A del Catania sta confermando il solito trend negativo in trasferta. I rossazzurri, se vogliono puntare a campionati tranquilli o persino più


...e Morimoto dov'è? A Catania, complice il buon inizio dei rossazzurri, se ne sono accorti forse in pochi. Takayuki Morimoto, una delle tante scommesse vinte dall’amministratore delegato Pietro Lo Monaco, ha giocato


Banner