
«Accettando ad estremo saluto la preghiera, l'insulto e lo sputo». Così scriveva Fabrizio De André in "Si chiamava Gesù", canzone incentrata sulla cristiana figura del figlio di Dio. Ma noi, non possedendo le doti divine ed infinite del Redentore della cristianità, non riusciamo di certo ad accettare insulti e sputi. E proprio dello sputo, o meglio dello sputo legato allo sport e in particolare al mondo del calcio, vorremmo parlare.
Chi non ha mai visto, in televisione o allo stadio, un calciatore sputare per terra proprio durante un match? Un gesto, questo, sicuramente sgradito ai molti. D'altronde ritrovarsi sul proprio televisore - magari da trenta o quaranta pollici - un getto di catarro, muco e saliva non è il massimo dell'estetica ma neanche dell'educazione.
Ma, in risposta a chi condanna lo sputo dei calciatori durante la partita, intervengono i "difensori dello sputo" che lo intendono come attività assolutamente fisiologica per un calciatore, soprattutto d'inverno. Infatti, l'aumentata ventilazione causata dallo sforzo sportivo, abbinata all'aria fredda che riempie le vie aeree, causa la produzione di quel muco che i calciatori espellono dalla bocca per necessità.
Eppure perché i giocatori di basket, o di calcio a 5, non sentono quello stesso bisogno fisiologico? Anche loro, come i calciatori, sono soggetti ad importanti stress fisici ma non per questo "inondano" il parquet dei loro terreni di gioco. Se quindi da un lato possiamo giustificare qualche eccezione, siamo propensi a pensare che lo sputo per i calciatori sia ormai diventato una sgradevole consuetudine.
Un vezzo tristemente emulato dai piccoli calciatori in erba che affollano strade e campetti di periferia. Perché, ed è inutile nasconderlo, i grandi campioni della Serie A hanno una enorme influenza sui più giovani, che solitamente son portati a copiarne i comportamenti.
Fatto ancor più grave quando poi lo sputo diventa un'arma nelle "bocche" dei calciatori. E la mente vola allora al famigerato caso di Totti. Il capitano della Roma, vestendo la maglia dell'Italia, durante un match contro la Danimarca sputò addosso al nordico Poulsen. O ancora, in tempo più recenti, ricordiamo lo sputo di Lamela ai danni di Lichtsteiner o quello di Lavezzi a Rosi. Episodi degni di condanna sia in rapporto al gesto in sé, sia alla già citata influenza sportiva sul mondo giovanile.
E allora tu calciatore...perchè sputi?
Fonte foto:page2rss.com
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Antonio M. Paladino
Calcio


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La Serie A si avvia verso le battute finali.











