Sembra che la stagione calcistica 2009-2010 stia manifestando, a grandi lettere, che non sempre tutti gli allenatori hanno il futuro che meritano.
Dall'inizio della stagione ad oggi gli esonerati dalle panchine di serie A sono stati ben 13.
Facciamo un passo indietro: la Roma è stata la prima società ad esonerare il suo allenatore dopo soltanto due giornate, dalla 3^ giornata, infatti, a Spalletti è subentrato Claudio Ranieri; ma non è stata l’unica: Gregucci dell’Atalanta ha perso la panchina alla 5^ giornata in favore di Antonio Conte, rimasto fino alla 19^, quando Bortolo Mutti ha preso il suo posto l’11 gennaio di quest’anno.
Anche il Napoli ha visto l’alternarsi di Mazzarri a Donadoni; il Livorno adesso allenato da Serse Cosmi (dalla 9^ giornata) ha visto la departenza di Ruotolo. Il Siena ha vissuto l’avvicendarsi di addirittura due allenatori prima di fermarsi a Malesani, subentrato alla 14^ giornata di campionato; il Palermo (l’unico che sorprende poco date le note abitudini dei vertici societari) ha addirittura esonerato Zenga al posto del quale è giunto Delio Rossi. E così salgono a 28 (12 da quando è al Palermo) gli allenatori silurati dal Presidente incontentabile.Il Catania ha rilevato Atzori e il 7 dicembre è arrivato Mihajlovic, forse la vera svolta societaria.
All’Udinese dopo la 17^ giornata giunge nuovamente Marino, il 21 febbraio 2010; anche la Vecchia Signora alla 22^ giornata vede l’esonero dell’esordiente allenatore Ciro Ferrara in favore di Zaccheroni, il 29 gennaio. L’ultimo della nostra lista a perdere la panchina è Ballardini: è Edy Reja a prendere il comando della panchina della Lazio il 10 febbraio.
Che non sia una buona annata questo lo si era capito (basti pensare che la Juve non esonerava un allenatore dal lontano 1969), ma 13 panchine in sole 25 giornate sono un campanello d’allarme non sottovalutabile. I “disoccupati di lusso”continuano ad aumentare nonostante molte volte non sia loro il reale fallimento; eppure sembra che quest’anno sia molto più semplice divorziare dai propri allenatori, seppur sia chiaro che molti siano stati esonerati solo in quanto capri espiatori di sbagli societari.
Ormai in Italia sembra regni il caos: gli allenatori (come sostiene "Mou") si accontentano di qualsiasi cosa - di ingaggi bassi e quant’altro - pur di allenare una squadra di serie A.
Indubbiamente è più semplice vincere quando si ha un organico ricco come quello dell’Internazionale, che garantisce comunque grosse possibilità di vittoria anche senza lo "Special One". Diversa è la questione delle squadre che hanno risparmiato, a causa della crisi, sulla rosa dei loro atleti e che sono state sfortunate sugli infortuni (solo la Juventus ne conta già 51).
Queste squadre stanno tentando il tutto per tutto per cambiare la classifica attuale che , Inter a parte, sembra surreale per molti punti di vista: il Milan partito malissimo si trova al secondo posto assieme alla Roma, partita altrettanto in sordina.
Per ironia della sorte fu con una legge del 1970 (la 898), ed in seguito poi con il referendum abrogativo del 12 maggio 1974, che venne introdotto in Italia il divorzio e da quel momento i dati non hanno fatto altro che aumentare esponenzialmente di anno in anno (sia per cause civili che non, a quanto pare!).
Parlando del valore aggiunto che dovrebbe rappresentare il coach per la sua squadra, chissà se un giorno sarà Roberto Baggio a prendere il posto di Lippi. Secondo alcune dichiarazioni, Baggio avrebbe detto che il suo sogno sarebbe quello di allenare la Nazionale un giorno. Magari Abete, Presidente della FIGC, farà questa scelta nell’indicare, come da stabilito, il successore di Lippi prima dei mondiali in Sudafrica di quest’estate. Di sicuro sarebbe accolto con molto entusiasmo da tutti i sognatori che aspettano il suo ritorno dall’ultima partita Milan - Brescia nel lontano 2004.
Fonte Foto:rai.it
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Selenia Torrisi
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