Roberto Baggio
Classe 1967, Roberto Baggio è per tutti gli appassionati di calcio uno dei simboli per eccellenza della figura del fuoriclasse. Non a caso, è il primo italiano nella classifica dei migliori calciatori del XX secolo stilata da World Soccer. Roberto Baggio nasce a Caldogno (Vicenza) il 18 febbraio 1967.
La sua carriera di calciatore inizia prestissimo, a 12 anni porta il Caldogno alla finale del campionato segnando 45 gol in 26 partite.
Viene subito notato dal Vicenza, che nel 1980 se lo accaparra. Passa subito nella "primavera" e nella stagione 1982-83, a 16 anni, è in prima squadra. Col Vicenza resterà fino al 1985 segnando 13 goal in 36 partite.L'anno della svolta è il 1985, quando Roberto passa alla Fiorentina per 2 miliardi e 700 milioni. Un grave infortunio al ginocchio però lo blocca, lasciandolo per un anno fuori dai campi. Il debutto arriva il 21 settembre 1986, partita di serie A contro la Sampdoria. La classe cristallina di Baggio lo porta presto in Nazionale, della quale sarà trascinatore ai mondiali del 90 e 94. Nel 1990, proprio al termine del mondiale, il campione passa alla Juventus per la cifra record di 18 miliardi.
A Torino, in tre stagioni,Baggio realizza 53 goal in 92 incontri e vince il primo trofeo, la Coppa Uefa,siglando cinque goal tra semifinale e finale. Nello stesso anno Baggio vince il Pallone d’Oro e il FIFA World Player. E' la consacrazione a "mito", "il Codino magico" è il leader del calcio italiano. Nel 1994 porta con i suoi goal la Nazionale Italiana in finale contro il Brasile, persa ai rigori, proprio con un suo errore dal dischetto. Nel 1995 dopo 5 stagioni alla Juventus e dopo aver vinto molto, passa al Milan dove rimarrà per due stagioni. Nella squadra rossonera trova poco spazio e così decide di trasferirsi a Bologna per una stagione.
E' il campionato della rinascita, il campione di Caldogno realizza 22 goal in 30 partite. Lo vuole L'Inter, Baggio torna cosi a Milano, sponda nerazzurra dove rimarrà due stagioni siglando 9 reti. Finirà la carriera al Brescia dove realizzerà altri 45 gol. L'addio al calcio il 16 maggio 2004, al termine di una partita contro il Milan. Il suo look, la sua fede buddista l'hanno reso un personaggio, ma la storia Baggio l'ha scritta sul campo con le sue magie.
Capace di risorgere quando il destino è stato crudele con lui, Il "Divin codino" è entrato di diritto tra i miti del calcio, conquistando il cuore dei tifosi in tutto il mondo.
Philip Emmanuello
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