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NBA, la paralisi del campionato continua

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Ancora ferme le trattative per gli stipendi dei giocatori

Brutta botta per gli appassionati del campionato di basket più bello del mondo. La serrata dei giocatori NBA contro le società non si ferma, anzi, forse la trattativa si è arenata una volta per tutte. La crisi arriva dappertutto, ma le superstars americane non sembrano intenzionate a tirare la cinghia. Il sindacato dei giocatori, infatti, ha rifiutato l’ultima offerta avanzata dall’associazione dei club definendola quantomeno ingiusta.

  Billy Hunter, direttore esecutivo del sindacato dei giocatori dichiara:« La proposta è assolutamente ingiusta, a questo punto gli atleti non sono disposti ad accettare nessun altro ultimatum. Siamo pronti a promuovere un'azione legale antitrust contro la Nba. Ci hanno messo davanti un ultimatum inaccettabile estremamente iniquio che rifiutiamo e rispediamo al mittente».

 

Dello stesso avviso Derek Fisher, presidente dell'associazione giocatori. «Molti giocatori stanno mettendo in gioco tutti quello che hanno. E se siamo arrivati a questo punto è perché sentiamo che è importante ottenere un accordo non solo per i giocatori di oggi ma anche per quelli del futuro».

Il punto del contratto che non si riesce a sciogliere è sempre lo stesso, i soldi. La proposta formalizzata dal commissario NBA David Stern, prevede una divisione delle entrate a metà: 50% ai proprietari e 50% ai giocatori, mentre secondo il contratto precedente scaduto il 30 giugno i giocatori ricevevano il 57% del totale, e su questo sembra non ci sia trattattiva da parte dei giocatori.

La bozza del contratto, infatti, è stata scartata all'unanimità, anche perchè, sempre secondo i giocarori, definisce in maniera troppo rigida il salary cap (il tetto massimo delle paghe) e pone troppi paletti al mercato dei senza contratto.

L’associazione dei giocatori sembra intenzionata a citare in giudizio la NBA, che avrebbe violato le leggi sulla concorrenza e imposto la serrata, un'azione che può essere forse l’ultima spiaggia per cercare di spaventare i proprietari delle squadre.

Di sicuro, dopo le centinaia di partite già annullate, la stagione è sempre più in forse. L’emigrazione delle star verso lidi europei, di sicuro molto più accoglienti e accondiscendenti economicamente, sarebbe in questo caso massiccia. Certamente i meno contenti sono i tifosi americani, orfani fino ad ora di uno dei loro più amati sport nazionali.

Fonte foto www.nike-dunk-high.com

http://www.nike-dunk-high.com/index.php/nba-slam-dunk-contest/

Giuseppe Zappalà

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