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L'ultima corsa di “SuperSic”.Incidente mortale per Marco Simoncelli

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Marco_Simoncelli
Incidente mortale per Marco Simoncelli al Gran Premio di Malesia
Morire a 24 anni. Nessuno crede mai che possa accadere. Nessuno!
Neanche chi la vita la vive al massimo, la corre a 300 all'ora consapevole che - a quella velocità - vita e morte camminano l'una vicino all'altra su due binari paralleli, su rotaie che prima o poi rischiano di incontrarsi. Eppure può succedere. E' successo.
Questa mattina, Marco Simoncelli sulla pista di Sepang - la stessa che nel 2008 l'aveva consacrato campione del mondo della classe 250 - è stato coinvolto in un incidente mortale.

Al secondo giro del Gran Premio di Malesia, nella via di fuga della curva 11, la sua Honda l'ha beffato, trascinandolo nella parte interna del circuito. Poi, l'impatto fatale. Prima con la moto di Edward dopo con quella di Valentino Rossi. Due colpi inevitabili al torace, al collo e alla testa che l'hanno lasciato immobile sull'asfalto mentre il suo casco rotolava via. Un' immagine che ha lasciato familiari, amici, giornalisti, piloti, appassionati senza fiato. Un'immagine che fin da subito ha fatto presagire il tragico epilogo.

Cinquantasei minuti di attesa tra silenzi, sguardi increduli, occhi lucidi.
Quasi un'ora di incertezza tra lo sconforto di chi aveva già intuito la gravità della situazione e chi sperava che "SuperSic"- con la sua faccia simpatica e il suo accento romagnolo - potesse farcela.
Alla 16:56 ora locale arriva, però, la notizia tanto temuta: Marco Simoncelli è morto.
I traumi subiti sono stati letali. A testimoniarlo, i segni lasciati dalla ruota sulla parte sinistra del collo. A nulla sono serviti gli svariati tentativi di rianimazione.
Il centauro originario di Cattolica, infatti, è giunto al Centro Medico già in arresto cardiorespiratorio.

Problema dell'elettronica? Gomme troppe fredde? Drammatico destino?
Come accade in seguito a ogni triste evento sono tante le ipotesi che si possono avanzare e i punti di domanda che restano insoluti.
L'unica certezza è che il motociclismo italiano ha perso una delle sue maggiori promesse, forse il naturale erede di Valentino Rossi, che una scuderia ha perso uno dei suoi grandi talenti, che dei genitori hanno perso un figlio.
Un figlio "solare, entusiasta, con una grande vitalità" come ha ricordato il presidente del Coni, Gianni Petrucci.

Marco Simoncelli, "SuperSic", era un giovane che amava divertirsi e vivere la vita al massimo. Era un pilota che amava il suo lavoro come ha sottolineato l'amico e collega della Moto2, Mattia Pasini. «Sono convinto che te ne sei andato facendo quello che amavi, ma questo non serve a riempire il vuoto che ci hai lasciato - ha scritto Pasini sulla sua pagina Facebook - . Sto riflettendo se realmente ne vale la pena, fare sacrifici, rischiare la pelle, dedicare tutta la vita per rimanere un ricordo».

Di fronte alla morte di un ragazzo di 24 anni ci si chiede sempre se realmente ne vale la pena?

Fonte foto: www.marcosimoncelli.it

http://www.marcosimoncelli.it/

Cosima Ticali

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