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Europei hockey su prato: Italia ko in finale

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Si chiudono con una sconfitta per l’Italia gli Europei di hockey su prato per la pool C a Catania: nella finale del torneo, gli azzurri del ct Roberto Da Gai devono arrendersi all’Azerbaigian, che vince 3-2 ai tempi supplementari. Ko che lascia un po’ di amaro in bocca, in quanto nega la possibilità di fregiarsi del titolo di vincitrice della pool e di farlo davanti al proprio pubblico, ma che per altri versi è indolore in quanto gli azzurri avevano già conquistato, al pari degli est-europei, la promozione nella pool B del 2013 grazie alla vittoria di venerdì contro la Svizzera in semifinale.

 

Eppure i padroni di casa erano andati avanti dopo appena due minuti con il bomber Lanzano, abile a convertire un rete un ottima pallina servita dalla sinistra da Salas al termine di una brillante progressione. Gli azzurri provano a raddoppiare con Lunetta che da fuori cerca una deviazione dentro l’area ma al minuto 8 i loro piani vengono stravolti: Shahbir porta a spasso la difesa all’interno dell’area e davanti alla porta scarica per Khalid, che trafigge Guida.

Il pari stordisce l’Italia, che smette di costruire e soffre la pressione degli azeri, che alzano il proprio baricentro e controllano la contesa: al 18’ arriva il gol dell’1-2, ancora con Khalid, che rispedisce in rete la grandiosa respinta di Davide Guida sul tiro di Alì su corto.

Per la prima volta in questi Europei l’Italia si trova in svantaggio, e trascorre il momento senz’altro più duro, con Salas (il migliore dei suoi nella prima parte) costretto ad uscire per una botta alla mano e l’Azerbaigian che mantiene alto il pressing nella fase di impostazione avversaria e riparte con veloci e ben orchestrati contropiedi, in almeno due dei quali potrebbe addirittura andare sul 3-1 (Khalid manda fuori solo davanti alla porta e Guida ipnotizza Abdullah).

Anche nell’hockey su prato vale però la legge “gol mangiato, gol subito”: a ricordarla agli azeri ci pensa ancora Massimo Lanzano, che proprio agli sgoccioli del primo tempo rianima il pubblico del “Dusmet” con un preciso diagonale rasoterra sul palo sinistro, sfruttando una buona palla dalla destra.

Nella ripresa il registro non cambia, con l’Italia costretta ad agire di rimessa di fronte alla superiorità degli avversari a centrocampo, che nella parte intermedia della frazione avvertono un lieve calo di prestazione prima di riprendere a produrre occasioni in serie, non riuscendo a sbloccare solo grazie ad un Guida in stato di grazia e ad una difesa distratta in fase di impostazione ma compatta in copertura (in un corto Murgia salva sulla linea con la stecca).

La squadra di Da Gai ha un paio di sussulti nell’ultimo quarto d’ora, con un tiro di Melato deviato da dentro l’area di poco a lato e al 70’ un’azione personale di Nunez, che giunto sulla linea di fondo clamorosamente ignora Lanzano a centro area e scarica all’indietro non trovando nessuno e dilapidando così la possibilità di chiudere i giochi.

Arrivano quindi i tempi supplementari, con la regola fondamentale che chi segna per primo vince la gara: una regola che corrisponde a quella, adesso non più in vigore, del “golden gol” nel calcio, che “regalò” due delusioni ai tifosi italiani con il gol di Trezeguet agli Europei del 2000 e il gol di Ahn ai Mondiali del 2002.

Stavolta il giustiziere si chiama Wagas Amad Butt: dopo appena 4 minuti il numero 5 azero, su corto, lascia partire un tiro potente a mezz’aria che supera la barriera dei difensori e il portiere Guida. La panchina azera esplode di gioia e invade il campo per abbracciare l’artefice del successo, mentre una ristretta ma appassionata schiera di tifosi est-europei festeggia in tribuna davanti ai propri beniamini, alcuni dei quali corrono ostentando la bandiera del proprio paese.

Azzurri rammaricati al pari del pubblico di casa, inizialmente ammutolito ma successivamente tutto intento ad applaudire Lanzano e compagni oltrechè i vincitori.

Alla finale per il primo posto è seguita la cerimonia di premiazione, che ha di fatto concluso questi Europei: tra gli azzurri premiati Fabrizio Federici come miglior portiere e Agustin Nunez come miglior giocatore della competizione. Nel pomeriggio Gibilterra aveva conquistato il terzo posto battendo nella “finalina” la Svizzera per 5-4, mentre alla fine del girone-salvezza la Slovacchia ha chiuso ultima ed è retrocessa nella pool D, a favore di Croazia e Portogallo.

Italia quindi medaglia d’argento e promossa di categoria per la prossima edizione, ma a giochi conclusi gli esiti sportivi lasciano il tempo che trovano: per il movimento di questa disciplina e più in generale per lo sport italiano è stato un successo riscontrare una partecipazione importante in termini quantitativi e tutt’altro che apatica da parte della gente, come per Catania è stata una piacevole conferma realizzare che i propri cittadini possono mostrare il proprio interesse e far sentire la propria presenza anche quando non si tratta di partite di calcio.

E’ accaduto con la pallavolo l’anno scorso in occasione delle due partite della Nazionale per i Mondiali ed è accaduto anche con la Nazionale di uno sport decisamente meno praticato e in cui la stessa selezione vanta una tradizione decisamente meno prestigiosa. E ci sono le ragioni per sperare altrettanto per i Mondiali di scherma di ottobre, che si terranno sempre nel capoluogo etneo.

Fonte notizia: eurohockey.org

Fonte foto: olimpiadi.blogosfere.it

http://olimpiadi.blogosfere.it/images/logo_ct_2011_300.jpg

Michele Patanè

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