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Europei hockey su prato: festa Italia, è promozione!

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Grande prestazione dell’Italia nella semifinale degli Europei di hockey su prato per la pool C in corso a Catania, al campo comunale “Dusmet”. Gli azzurri guidati dal ct Da Gai battono la Svizzera per 3-2 e ottengono l’accesso alla finale, ma soprattutto staccano il biglietto per la divisione superiore, la pool B, negli Europei che si disputeranno nel 2013.

 

Una partita combattuta e vissuta con grande pathos dal pubblico del “Dusmet”, con una importante presenza di sostenitori svizzeri che hanno incitato a gran voce i loro connazionali. Si tratta di una partita che funge per l’Italia da crocevia dopo un’Europeo finora agrodolce, con due pareggi in altrettante uscite.

Bisogna dare quindi qualcosa in più rispetto all’immediato passato e questa intenzione si nota non soltanto in alcuni cambiamenti nell’undici iniziale (su tutti l’inserimento di Salas come esterno sinistro e il ritorno di Federici in porta al posto di Guida) ma anche nell’approccio alla partita, equilibrato ma deciso.

E’ così che l’Italia, dopo un paio di timide sortite avversarie, va in vantaggio dopo appena 3 minuti: il bomber Lanzano capitalizza al meglio un corto battuto da Nunez. La Svizzera rafforza la propria presenza in avanti, ma in tutto produce soltanto un diagonale di Steffen che si abbandona a lato controllato da Federici.

Gli elvetici detengono il controllo delle operazioni, ma gli azzurri danno luogo a ripartenze letali: al 10’ Salas sulla sinistra raccoglie una verticalizzazione di Cirina, penetra in area con una grande progressione e dalla linea di fondo serve Nunez che infila Bohnlein per il 2-0.

L’Italia ha una marcia in più sulla corsa, svolge un lavoro ordinato in mezzo al campo e soffoca con il pressing i tentativi di impostazione di una Svizzera incredula e frastornata, ma mai priva del sostegno dei suoi tifosi, tra i quali anche il giocatore Casagrande, fuori per infortunio ma pronto a dare consigli ai compagni dalla tribuna.

Forse anche grazie a questi gli elvetici riescono a costruire di più e meglio, procurandosi tre occasioni nel giro di pochi minuti: in una Federici è straordinario su Cottier, ma poi deve ringraziare Gisin, che tutto solo davanti a lui si allunga troppo la palla e colpisce il palo esterno.

Nel momento più critico del primo tempo arriva però il 3-0: al 32’ contropiede da manuale degli azzurri con Nunez che sulla sinistra penetra tra le maglie svizzere e imbecca a centro area il centrocampista Cirina, che deposita in rete.

Gli azzurri chiudono la prima frazione con un vantaggio importante ma anche con la consapevolezza di aver speso una quantità importante di energie, sia fisiche che mentali, affidandosi, con successo, all’arma del contropiede.

Nel secondo tempo è però tutto un altro registro. La Svizzera parte ottenendo il primo di tanti corti guadagnati nella frazione, e col passare dei minuti schiaccia nella metà campo avversaria i padroni di casa, decisamente in affanno. Il 3-0 persiste ancora, ma il dominio territoriale degli uomini del ct Dauner e le loro occasioni in serie innervosiscono gli azzurri, che in cinque minuti rimediano due espulsioni temporanee di due minuti prima con Lanzano poi con Malta.

Lo spettro del gol avversario si materializza al 47’ con Steffen, che raccoglie su mischia una corta respinta della difesa. E appena tre minuti più tardi arriva addirittura il 3-2 con Wullschleger, a segno su corto. Per una manciata di minuti gli svizzeri, non solo dentro ma anche in tribuna, dominano la scena, ma gli spettatori locali fanno sentire la loro voce e l’Italia non vuole far sfumare il sogno promozione.

Seguono per gli azzurri venti minuti di lotta incessante, in cui la difesa è continuamente sollecitata dalle incursioni dei rossocrociati, che dal canto loro agiscono sempre più spinti dalla disperazione che non dalla razionalità. Ne esce una partita tecnicamente poco valida ma di altissimo coinvolgimento emotivo, in cui tutti i giocatori non risparmiano alcuna stilla di sudore anche di fronte all’evidente fatica.

In almeno due occasioni gli interventi di Federici (tra i quali uno su Steffen) risultano provvidenziali, e solo le volate di Salas concedono un po’ di respiro alla retroguardia azzurra. La Svizzera però è totalmente scarica e nei minuti finali non attacca con l’intensità necessaria.

Buon per l’Italia che dopo 35 minuti di incredibile sofferenza accoglie il fischio finale come una liberazione, per sé e per il pubblico: dopo la retrocessione del 2009, gli azzurri tornano nella pool B. Grandi emozioni in campo e sugli spalti, dove il pubblico riserva una lunga ovazione ai giocatori, che sprigionano tutta la loro felicità per il raggiungimento dell’obiettivo finale.

L’Europeo degli azzurri comunque non si è ancora concluso. Lanzano e compagni sono attesi dall’atto conclusivo che stabilirà la vincitrice della pool C: l’incontro è in programma stasera alle ore 20.30 e opporrà i padroni di casa all'Azerbaigian, che ha sconfitto nell'altra semifinale Gibilterra e che ha già incrociato gli azzurri nel girone eliminatorio, pareggiando per 2-2.

Una passerella finale per festeggiare al meglio la promozione e magari regalarsi la soddisfazione di essere stati i migliori della propria divisione.

Fonte foto: federhockey.it

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Michele Patanè

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