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Europei hockey su prato: l'Italia in semifinale

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Nella 3° giornata del girone A degli Europei di hockey su prato per la pool C, in corso di svolgimento al campo comunale “Dusmet” di Catania, l’Italia viene ancora una volta fermata sul pari, sempre per 2-2, stavolta contro l’Azerbagian. Il risultato permette comunque agli azzurri di chiudere il raggruppamento al secondo posto, sufficiente per il passaggio alle semifinali.

La selezione del ct Da Gai centra quindi l’obiettivo minimo per quanto riguarda la fase a gironi, ma non si è trattato finora di un’esperienza facile. Dopo il 2-2 contro la Croazia, risultato che aveva lasciato tanto amaro in bocca per come era maturato, lo stesso punteggio conseguito contro l’Azerbaigian andrebbe accolto con tutt’altro spirito. Quella contro gli est-europei è stata una contesa molto tirata e combattuta, resasi complicata nel finale per via di una poco corretta gestione delle energie da parte dei padroni di casa.

Lanzano e compagni partono con il piede sull’acceleratore, guadagnando già subito un corto e costringendo gli azeri nella propria metà campo. Questi ultimi, tuttavia, riescono a concedersi delle ripartenze pericolose e non riescono a portarsi avanti grazie all’ottima guardia tra i pali di Davide Guida, portiere del Cus Catania, più volte applaudito (e a ragione) dal pubblico di casa: almeno tre gli interventi di rilievo del numero 1 azzurro nella fase intermedia del primo tempo, tra i quali uno provvidenziale su Shahbir che al termine di una progressione da manuale giunge in area ma vede respingersi la pallina dall’estremo difensore nel tentativo di saltarlo e concludere a porta libera.

Dopo però torna ad esserci solo l’Italia, con il terzetto difensivo formato dal capitano Lunetta, Murgia e Vargiu (quest’ultimo ineccepibile nelle coperture, soprattutto nella prima frazione), che rimane compatto e neutralizza con facilità i lanci di Yaichikov e le ripartenze del mobilissimo Shahbir. Col passare dei minuti Nunez, Lanzano e Melato sollecitano altamente le colonne difensive avversarie con le loro trame di gioco, ma manca quasi sempre qualcosa nell’ultimo passaggio e quando questo qualcosa arriva Lanzano, tutto solo davanti al portiere, manda alto da pochi passi.

E’ comunque il preludio al vantaggio, che arriva al 23’ su un corto convertito in rete da Mattia Melato, a segno anche domenica. L’Italia controlla e potrebbe raddoppiare, ma agli sgoccioli del primo tempo arriva il pareggio avversario, sempre su corto, da parte di Ali.

Azzurri storditi dal pareggio anche ad inizio ripresa, quando danno luogo ad una reazione impotente e confusa. Gli azeri, però, spingono decisamente di meno e si concentrano nel controllare la partita onde non commettere errori fatali: i loro piani vengono stravolti da una splendida staffilata sotto l’incrocio sinistro di Agustin Nunez, che al 42’ riporta gli azzurri avanti e festeggia davanti alla foltissima e iperattiva tifoseria azzurra sugli spalti del “Dusmet” mimando una cavalcata sulla propria stecca, trattata come una tavola da surf immaginaria.

Tra il pubblico e i giocatori l’euforia è a mille e si respira profumo di primo posto, ma appena due minuti più tardi Shahbir elude indisturbato la difesa azzurra e beffa un incolpevole Guida (nella circostanza azzurri in inferiorità numerica per l’espulsione temporanea di Lanzano).

E’ un gol che taglia psicologicamente le gambe agli azzurri, privi di idee senza il proprio terminale offensivo ma soprattutto a corto di fiato: l’Azerbaigian potrebbe provare il colpo, ma non forza la mano per non correre rischi. Gli azzurri, dopo una decina di minuti di scarsa presenza in avanti, provano a strappare i tre punti, ma lo fanno senza creare reali pericoli. Alla fine è 2-2 e per gli azzurri, sebbene forse meritassero qualcosa in più del pari, c’è solo da ringraziare il pubblico e accogliere l’esito come un buon brodino in vista del turno successivo.

Contento anche l’Azerbaigian, che chiude il girone al primo posto con 4 punti, due in più dell’Italia seconda, mentre la Croazia, ultima con un punto, dovrà disputare il girone per non retrocedere nella pool D, insieme a Portogallo e Slovacchia, che non hanno passato il turno nel girone B, eliminate da Svizzera e Gibilterra.

Dopo la giornata di riposo di giovedì, la competizione entrerà nel vivo venerdì con le partite del girone-salvezza ma soprattutto con le semifinali: dopo Croazia-Portogallo, alle 15.30, gli azzurri dovranno fronteggiare nel penultimo atto la Svizzera, vincitrice del girone A, alle ore 18, mentre alle 20.30 si sfideranno Azerbaigian e Gibilterra.

Queste due partite sono di una importanza vitale, in quanto chi andrà in finale avrà già staccato il biglietto per giocare negli Europei del 2013 per la pool B, quindi nella divisione superiore. Un motivo in più che indurrà gli azzurri a continuare a migliorarsi dopo le prime due uscite per essere all’altezza di una situazione da non sottovalutare.

Fonte notizia: eurohockey.org

Fonte foto: olympicqualifiermenjapan.sportcentric.com

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 Michele Patanè

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