Krav Maga, oggi le donne si difendono da sole.
A Tremestieri Etneo uno stage per la difesa personale.
La sua storia ci porta in Israele, una tecnica di difesa Militare che negli anni è divenuta anche civile.
Le tecniche di uso civile, non sono solo accompagnate da regole di autodifesa o dal mondo in cui ci si può difendere da attacchi esterni, questi metodi, sono accompagnati da fasi di analisi e da studi di profilo anche psicologico.Per saperne di più, "Oggimedia" ha pensato di raggiungere, a Tremestieri Etneo, Fabio Spitaleri, Resp.le Regionale della Federazione Krav Maga ed Alessandro del Pia, esperto internazionale di difesa personale, nonchè Presidente della Federazione Krav Maga Italia.
Fabio Spitaleri, Lei è maestro in una nota palestra di Tremestieri , non è certo la prima volta che organizzate stage di Krav Maga, ci parli di queste iniziative!
Fabio Spitaleri:
«Gli stage che organizziamo sono aperti a tutti, riguardano la difesa personale e coinvolgono istruttori e atleti, una giornata, solitamente, la dedichiamo agli istruttori per la specializzazione dei vari settori del krav Maga “Polis, Civil, Military” ed uno, con la collaborazione di tutti gli istruttori della regione Sicilia, rivolto a tutti».
Da cosa nasce questa passione per il Krav Maga?
Fabio Spitaleri:
«Io provengo dallo sport di combattimento, sono un ex pugile».
Come risponde il territorio di Tremestieri e dintorni a queste iniziative?
Fabio Spitaleri:
«Gli esiti sono positivi, devo dire che sono veramente tante le persone interessante a praticare tecniche di difesa e questo è possibile grazie anche ad un alto lavoro di collaborazione degli istruttori che vi collaborano».
Da quanti anni praticate questo sistema di difesa personale?
Fabio Spitaleri:
«Sono già 5 anni. In principio erano più presenze maschili ma grazie al “Self Defence Woman”, l’anti aggressione femminile, stiamo svolgendo un grande lavoro anche con le donne.
I temi che trattiamo sono: la violenza contro le donne, non solo come violenza sessuale ma anche psicologica, lo stalking, il mobbing, la violenza casalinga, trattiamo lezioni specifiche e ci avvaliamo di docenti preparati nel settore con l’ausilio anche di psichiatri».
Cos’è un comitato regionale?
Fabio Spitaleri:
«Quando si parla di comitato regionale, nel nostro caso, ci riferiamo ai responsabili di provincia del settore krav Maga».
Concediamo Fabio Spitaleri e passiamo a parlare con Alessandro Del Pia, Presidente e coordinatore tecnico nazionale della “Federal Krav Maga”, nonché Presidente Internazionale della “World Krav Maga Federation” , della Federazione Krav Maga del settore Krav Maga Internazionale che ha sede a Parigi e a Roma .
«Sono coordinatore europeo della “kapap Federation israeliana“, unico italiano - questo è quanto ci dice già al saluto che gli rivolgiamo e aggiunge ancora - inserito in una struttura israeliana pur non essendo di religione israeliana.
Proviamo a rivolgere qualche domanda e gli argomenti non mancano, tanto che continua dicendo:
«In sintesi con Fabio Spitaleri, che è il nostro coordinatore Regionale e responsabile della formazione (in quanto docente federale da diversi anni ) abbiamo svolto un buon lavoro di collaborazione soprattutto per quanto riguarda le nostre basi operative: Caltanissetta, Porto Empedocle, Catania e provincia e, ovviamente, Tremestieri Etneo».
Quanto si conosce il Krav Maga?
Alessandro Del Pia:
«Vorrei sfatare le poche informazioni che si apprendono magari spulciando su internet, il Krav Maga è un sistema marziale adattato ad un sistema bellico, con l’evoluzione è stato portato nel mondo dai vari maestri israeliani sviluppandosi in America del Nord, America Centrale, in Europa. Il Police and Sicurity è solo militare, quindi non si esercita in palestra. In palestra sviluppiamo un prodotto che è valido per tutti, esperti e non, anche per chi ha problemi motori, lavorando molto sulla psicologia» .
A chi è rivolta questa disciplina?
Alessandro Del Pia:
«Il combattimento avviene in un contesto urbano ( ci rivolgiamo a settori civili) come massaie, studenti, impiegati, liberi professionisti che potrebbero incorrere in situazioni di pericolo, ergo tutti. Con un buon anno di addestramento, con costanza e allenamento si incominciano a vedere buoni risultati».
Parliamo della pericolosità di Krav Maga?
Alessandro Del Pia:
«Tutti pensano che le arti marziali siano pericolose a prescindere. Non è vero. Nello sport in genere, dobbiamo sempre tenere in considerazione che proprio le arti marziali non stanno nei primi posti per pericolosità.
Al primo posto troviamo sport come il motociclismo, automobilismo, paracadutismo ed altri sport che a primo impatto possono sembrare meno pericolosi. Giocando a calcio, ad esempio, puoi farti male con una semplice caduta. Si possono avere molti più danni cadendo con il motorino o giocando a pallone, mentre atleti del krav Maga difficilmente si possono fare male, almeno in allenamento. Ricordo solo due episodi, in particolare, una frattura di un dito ed una slogatura, quindi tutto può accadere, bisogna sempre usare le protezioni, sia fisiche che mentali».
Abbiamo sentito parlare di iniziative legate anche a delle trasferte di cosa si tratta?
Alessandro del Pia:
«Una è prevista a febbraio, con tappa in Israele, con un programma giornaliero legato alle diverse discipline e sempre per la difesa personale, aperto a tutti e con costi contenuti.
In estate la tappa è invece a Riccione con la Summer Cup, in cui esperti internazionali ci illustrano nuovi sistemi di difesa, la prospettiva futura è quella di portare tutto anche in Sicilia».
Maria Narciso
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