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Mondiali in Sud Africa e la Vuvuzelas mania

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Le Vuvuzelas, con il loro fastidioso ronzio, sono le vere protagoniste di questo mondiale.

 

Sono loro, le Vuvuzelas, le protagoniste assolute di questo mondiale. Simbolo di festa per il popolo africano, motivo di fastidio per il resto del mondo: il loro suono, simile al ronzio di uno sciame d’ api o di calabroni, impedisce una tranquilla fruizione delle partite che vengono trasmesse. Le proteste non arrivano solo dai telespettatori, ma anche da chi sta sul campo, e dai commendatori sportivi.  Il presidente della Fifa, Joseph Blatter, su un suo post su Twitter commenta così il caso vuvuzelas: «Non prendo in considerazione un divieto delle tradizioni musicali dei tifosi nel loro paese. Vorreste che venissero vietate le usanze dei vostri fans? Ho sempre detto che l'Africa ha ritmi differenti e diversi suoni».

Nonostante sia stato detto e scritto che tali strumenti appartengono al repertorio culturale zulu, e a la loro tradizione musicale non è così. Le vuvuzelas sono state inventate da Freddie Saddam Maake nel 1989. Inizialmente il modello a cui s’ispirò era quello simile alle trombette montate sopra le bici, ma essendo fatte d’alluminio non potevano essere introdotte negli stadi. Saddam pensò così di sostituire l’alluminio con la plastica. Oggi le vuvuzelas riportano gli stessi colori delle squadre presenti ai mondiali.

Come far fronte al fastidioso ronzio? Basta operare sul suono del televisore: si abbassano i toni che si situano tra i 200 e i 250 hertz dei vuvuzelas, e si alzano gli altri. C’è chi come la BBC o la ZDF, a causa delle numerose proteste, sta cercando di filtrare all’origine i rumori di fondo. Si spera che anche Sky e la Rai si adeguino a tale esempio. Nel frattempo su internet, vengono offerti, senza alcuna garanzia, software  per eliminare il suono delle trombette.

Manuela Scuderi

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