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Sant'Agata ed i Suoi Gioielli

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È l'alba del 4 febbraio; nel Duomo di Catania, centinaia di devoti attendono con trepidazione l'uscita della Santa Patrona catanese.

Sulla destra dell'altare centrale, la maestosa Cappella dedicata a Sant'Agata che, sulla sua parete sinistra, rivela una porticina dorata raffinatamente decorata che permette l'accesso alla cammaredda; chiamata così dai catanesi, la stanza sotterranea custodisce il Busto Reliquiario della Santa e lo Scrigno con le restanti Reliquie.

Poco prima dell'inizio della messa dell'aurora, il tesoriere, il cerimoniere ed il Priore della Cattedrale, si accingono ad aprire il cancello di ferro, con le tre chiavi da loro custodite. Quando la terza chiave toglie l'ultima mandata del cancello, tra l'esultanza dei fedeli, gioiosi di rivederla, ecco comparire Sant'Agata, dal volto sereno e sorridente.

Terminata la messa, inizia il pellegrinaggio dei devoti che accompagnano il feretro della Santa per le antiche vie di Catania; tra i garofani bianchi, la luce delle candele, il Busto e lo Scrigno della Santa luccicano dell'inestimabile tesoro di gioielli e preziosi.

Interamente in argento e lavorato a sbalzo con decorazioni a ceselli e smalti, il Busto della Patrona venne eseguito, nel lontano 1373, dall'orafo senese Giovanni Di Bartolo. Il suo interno, completamente cavo, custodisce le reliquie della testa, del costato e di alcuni organi interni della Santa.

Sono oltre 250 i preziosi gioielli che ricoprono il suo busto, tra cui una corona, tempestata di gemme preziose che, per tradizione non confermata e senza che se ne abbia riscontro, fu un dono di Riccardo I d'Inghilterra chiamato "Riccardo Cuor di Leone" di passaggio a Catania dopo aver combattuto una Crociata.

Tra i più importanti gioielli donati alla Santa si scorge una collana incastonata di smeraldi, donata dal popolo catanese intorno al 1400; in tanti, però, attribuiscono questo dono al Vicerè Ferdinando De Acuana. Nello stesso periodo, il compositore catanese Vincenzo Bellini donò alla Patrona la Croce di Cavalier della Legion D'Onore che gli era stata precedentemente regalata dal popolo francese.

Nel corso dei secoli, alla fine dell'Ottocento, la Regina Margherita di Savoia, donò un elegante e prezioso anello di zaffiri.

Così di seguito, papi, vescovi e cardinali ricoprirono la Santa di collane, oggetti preziosi e croci pettorali aggiungendosi a quelli dei fedeli che, ancora oggi, continuano ad offrire alla nostra Patrona.

Stretta dalla mano sinistra della Santa una tavoletta sulla quale è incisa la frase in latino: Mentem Sanctam Spontaneam, Honorem Deo et Patriae Liberationem (Mente Santa Spontanea, Onore a Dio e Liberazione della Patria).

Alle prime ore del mattino del 6 Febbraio, il luccichio della Martire, Santa, Patrona di Catania fa rientro in Cattedrale, così, con devozione, si aspetta il prossimo incontro per l'ottava e per il 17 agosto.

 

Foto del redattore.

In alto, la foto della Cattedrale di Catania;

nella foto in basso, la porticina dorata che dà accesso alla camera sotterranea in cui sono custoditi il Busto Reliquiario e lo Scrigno.

Melania Costantino