In prossimità del fercolo della Santa, fra la moltitudine di devoti, all'improvviso un incidente: alcuni fedeli sono stati calpestati nella calca, altri sono finiti sotto il fercolo. Alla fine il drammatico bilancio conterà una vittima e venti feriti.
Oggimedia, conscia del ruolo informativo che sempre opera e spera di ben meritare, incontra, in punta di piedi e con grande umiltà, la sig.ra Rita Consoli, moglie di Roberto Calì, vittima di quel terribile incidente durante la Festa di Sant'Agata; una vittima, anche lei, che forse nel corso di questi sette anni, da tanti, è stata dimenticata.
Rita, cosa accadde la mattina del sei febbraio del 2004?
«Affacciata da un balcone di via Sangiuliano ammiravo gli ultimi momenti della festa prima del rientro della Santa Patrona in Cattedrale. Ricordo che quell'anno c'era tanta confusione. Erano le nove del mattino ed il fercolo della Santa era giunto proprio in prossimità della famosa salita.
Vedo ressa, confusione e comprendo subito che è accaduto qualcosa quando mi accorgo che il fercolo si ferma all'improvviso e tanti devoti guardano indietro. Dopo circa un'ora scendo in strada per incontrarmi con mio marito, ma lui non arriva. Tento più volte di contattarlo al cellulare, ma non ho alcuna risposta. Sono attimi interminabili. Finalmente qualcuno risponde al suo cellulare ma non è Roberto. E' un medico dell'Ospedale Vittorio Emanuele che mi riferisce: «suo marito è stato coinvolto nell'incidente di Via Sangiuliano». Raggiungo l'Ospedale ma Roberto non lo rivedo più».
Roberto, come viveva la festa di Sant'Agata? Era un devoto molto fedele alla Santa?
«Mio marito era molto devoto alla Santa, da sempre. Mi sono avvicinata alla festa di Sant'Agata grazie a lui e la sua grande devozione mi ha coinvolta ancora di più a vivere la festa».
Ogni anno, quando Catania festeggia Sant'Agata, come vivi questi momenti?
«Sinceramente, dopo sette anni, vivo queste giornate di festa con tranquillità. Mio figlio il piccolo, F., indossa il sacco da quando era molto piccolo. Ha avuto dei problemi di salute, pertanto, risolto il problema, ha sempre indossato il sacco. Ogni 4 febbraio lo porto in processione. Quando sarà più grande deciderà se continuare questa devozione o interromperla».
I tuoi figli, quanto conoscono di questa dolorosa vicenda?
«I miei due figli sono a conoscenza di tutto quello che è accaduto quella tragica mattina. Il piccolo aveva 10 mesi quando ha perso suo papà, non ricorda nulla di Roberto».
Hai tentato una strada legale per avere giustizia sulla tragica morte di tuo marito?
«Si. Il processo penale si è concluso definitivamente con la Cassazione a Roma, in cui è stata confermata la sentenza già espressa in secondo grado. È stato giudicato reo il responsabile dell'incidente e finanche previsto un risarcimento danni con evidente condanna a 6 mesi di reclusione; la pena, però, è stata sospesa».
Oltre al procedimento penale, sono in corso altri procedimenti giuridici?
«Da pochi mesi abbiamo iniziato anche un procedimento civile e so che questo percorso sarà molto lungo».
Rita, da questa dolorosa e triste vicenda alcuni momenti della festa hanno subito delle modifiche: sulla salita di Sangiuliano non si corre più e si conduce una processione a passo lento. Ritieni si possa fare ancor di più per evitare che accadano altri terribili incidenti?
«Da quel giorno sono state modificate tante cose: dall'impianto frenante del fercolo alla salita che si percorre a passo d'uomo. Ritengo che, rientrando in orari più consoni, tanti problemi si potrebbero risolvere. Inoltre, il problema della cera sull'asfalto, potrebbe essere risolto, per esempio, o diminuendo il numero dei ceri o ripulendo le strade con più impegno e sollecitudine».
Oggimedia, in questi giorni di festa e di tripudio per la Santa, ha creduto opportuno ricordare Roberto Calì, un giovane devoto che da sette anni non c'è più.
Ringraziamo per la sua gentilezza e la sua serena disponibilità la moglie di Roberto, la Sig. Rita Consoli e ci congediamo augurando una buona vita a Lei e ai suoi due figli.
Fonte Foto: La Repubblica
Melania Costantino
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