Piazza Duomo gremita di devoti per rendere omaggio alla Santa con i tradizionali fuochi d'artificio
Un tripudio di colori pirotecnici accompagnati da note classiche hanno segnato l'apertura dei festeggiamenti agatini, che tutti i catanesi meglio conoscono come "A sira do tri". "Sant'Ajituzza", la tanto attesa ed amata patrona catanese, è stata accolta da un meravigliosa danza di colori e di luci, regalando quest'anno più che mai, uno spettacolo a dir poco mozzafiato.
Il Duomo di Catania, nella serata di ieri si è dipinto di un calore e di una magia che ha riempito cuori ed occhi di fedeli e non. Non è stato necessario avere l'animo devoto piuttosto che miscredente. L'emozione è arrivata comunque a tutti. Anche a chi ha seguito lo spettacolo da casa, grazie alla diretta tv trasmessa dall'emittente regionale Telecolor.
Fontane di fuoco colorate, luci che scaldavano la folla con i colori rievocanti il rosso della lava ed il blu del nostro mare, l'arancione dei nostri tramonti ed il verde intriso della speranza che questa bella città, ormai con l'acqua alla gola, tra disoccupazione e crisi, con i fine mese che oramai arrivarci è come fare un tredici al totocalcio, possa in qualche modo riemergere.
E poi ancora ologrammi con il volto di s. Agata impresso, specchi d'acqua alti 16 metri e quel concerto di musica e colonne di fuoco sincronizzate, realizzato tramite un circuito elettronico da "Vaccalluzzo Event's" . L'effetto generatosi è stato quello tipico di uno spettacolo che mette tutti con occhi e naso all'insù, che coinvolge gli spettatori in fragorosi applausi, che fa scendere qualche lacrima.
Il tutto coronato da quel sapore dolce e dal profumo coinvolgente delle mandorle tostate, del torrone caramellato, delle olivette di Sant'Agata e delle caramelle, immancabile richiamo anche per i più piccini, insieme ai palloncini colorati da legare al polso con fil di spago.
Tutto ha avuto come sempre il fascino che solo "un catanese doc" conosce alla perfezione e che forse, neanche i migliori poeti riuscirebbero a descrivere. Questo, ma anche molto altro ancora, si chiama "Sant'Agata".
Fonte foto:(in alto)del redattore
Fonte foto:(in basso)nikonclub.it
Roberta Tomaselli
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