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Intervisita a Marella Ferrera, Stilista, Assesore e donna "devota"

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Catania 31 Gennaio 2011 Palazzo della Cultura a Catania.

Oggimedia intervista Marella Ferrera,  stilista di livello internazionale, Assessore alla Cultura della città di Catania.

Marella Ferrera ha presenziato all'inaugurazione della mostra fotografica "Sant'Aituzza" di Antonio Parrinello, in onore di Sant'Agata, Patrona di Catania.

Marella Ferrera, è devota a Sant'Agata?

«Assolutamente si».

Quali sono i momenti più significativi della festa che più le piacciono?

«Tutta la preparazione, tutto ciò che avviene un momento prima, quei momenti prima delle grandi occasioni: si avverte un profondo sentimento, una grande energia che corre lungo di tutta la città che si prepara. Si sente nell’aria, il profumo delle mandorle tostate, dei fuochi appena sparati. Sono i ricordi legati alla vita di Catania e di chi li ha respirati da sempre». 

Cosa ne pensa della mostra fotografica "Sant'Aituzza" di Antonio Parrinello? Da artista, le foto in bianco e nero che sentimento le trasmettano?

«La scelta del bianco e nero è un momento di verità, perchè toglie tutto il superfluo e rimane lo scorcio architettonico, la Catania barocca e la pulizia. Mi è parso di vedere un racconto dentro un racconto, la festa nella festa, le immagini straordinarie della festa vera, popolare: tutto ciò che avviene intorno.

Un bianco e nero squisitamente verista. L’utilizzo del bianco nero a me non spiace assolutamente. Siamo abituati a vedere l’icona di Sant’Agata della festa a colori, pieno di bancarelle, di fuochi, di allestimenti, di luci. Il bianco e nero la pulisce da tutto e focalizza l’immagine con una lettura quasi verghiana. Ci sono dei momenti dei fedeli veramente straordinari come ad esempio quella delle mani piene di cera, dieci foto che sono altamente evocative. Nuove immagini della festa, che si offrono alla città».

Come stilista lei è creativamente legata alla Sicilia. Sant’Agata cosa le ha dato? Quanto c’è della Santa nelle sue creazioni?

«Al di là del fatto che il percorso agatino è un percorso tutto al femminile, anche se la presenza di soli uomini è legata ad un altro percorso ad un altro pensiero. Però è tutto un mondo assolutamente al femminile, sento che è intriso nella terra. Sant Agata è la ricomposizione del dolore, del mistero di tutto quell’universo che avvolge la Sicilia che secondo me è femmina».

I fuochi d’artificio sono uno dei momenti più importanti e spettacolari della festa che richiamano ancora molta gente, sono da mantenere o sono diventati troppo costosi?

«Io non sono per gli accessi. C’è troppo di tutto. Una festa che per tre giorni potrebbe sfamare Catania per 365 giorni».

Oggimedia ringrazia Marella Ferrera per la gentile disponibilità che ci ha voluto concedere, augurandole, altresì, un meraviglioso futuro professionale, ma finanche come amministratore della città di Catania.

Fonte foto:(sopra)terredargine.it

Fonte foto:(sotto)bed-and-breakfast.it

Daniela Scamporrino