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Sant'Agata - Oggimedia incontra il Commendatore Luigi Maina

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Al Palazzo degli Elefanti di Catania, Oggimedia intervista il Commendatore Luigi Maina, Cerimoniere del Comune di Catania, storico presidente delle celebrazioni agatine.

Commendatore Maina, da quanti anni si occupa dell'organizzazione dell'evento di Sant'Agata?

«Ero giovanissimo quando nel 1949 facevo parte dell'organizzazione delle feste agatine. Nel 1951, per il 17° centenario del martirio di Sant'Agata, il Presidente Prof. D'Urso mi ha collocato in una posizione diversa da essere determinante nei vari momenti della grande celebrazione. Quindi ho avuto l'onore di organizzare le feste agatine prima, durante e dopo la guerra».

Con il trascorrere degli anni, la festa richiama sempre più devoti e turisti. L'organizzazione dell'evento ha subito dei cambiamenti?

«In tutti questi anni il patrimonio culturale ed informativo si è arricchito in maniera profonda tanto da permettermi di cercare di dare un aspetto sempre diverso alla festa della Santa».

Quali aspetti vengono risaltati in questa meravigliosa festa?

«La festa di Sant'Agata anche alla fine dell'Ottocento primi Novecento ha avuto sempre una valenza ed una risonanza molto forte. Ricordiamo come Verga e tanti altri scrittori hanno trattato l'evento di Sant'Agata. È stata sempre una manifestazione che oltre alla religiosità ha avuto ed ha tuttora, un aspetto culturale ed artistico. La città, infatti, si trasforma in un grande teatro ricco di tanti colori e movimenti».

Sulla base di che cosa vengono stabilite le soste della Santa?

«I devoti che tirano Sant'Agata, camminano o si fermano a secondo i segnali del capomastro, tante volte anche non osservati, ma non c'è nessun problema di sosta preordinato. Il fercolo di Sant'Agata, nei secoli, ha camminato sempre così come cammina oggi, alla stessa maniera. L'unica differenza si ha dal 1929 quando viene cambiato il baiardo (la base del fercolo) voluto dal Cardinale Nava, progettato dall'ing. Baeri ed attuato dall'Amministrazione Comunale».

La salita di San Giuliano è una delle tappe finali della festa; ha subito dei cambiamenti in questi ultimi anni in seguito alla morte del giovane devoto, Roberto Calì. Quale importanza ha questo momento?

«Sono eventi molto tristi ma forse hanno giovato a dare una calmata un po' a tutti ed a frenare il troppo entusiasmo dei devoti. Correre, non determina la religiosità della celebrazione o la bellezza dello spettacolo. Sant'Agata fa la salita di San Giuliano come la salita dei Cappuccini perché il senso del giro era quello di andare a trovare i Monasteri».

Commendatore Maina, vuole raccontare ai lettori di Oggimedia un momento della festa di Sant'Agata che ricorderà per sempre?

«Prima della guerra, Sant'Agata entrava nella Chiesa del Carmine. Era molto commovente assistere all'incontro della Santa con la Madonna del Carmine: le due grandi devozioni della nostra città. Quando Sant'Agata usciva dalla chiesa i devoti urlavano: cittadini evviva Sant'Agata evviva la Madonna del Carmine».

Oggimedia si congeda dal Commendatore Luigi Maina e lo ringrazia per la sua gentile disponibilità.

Foto del Redattore

Melania Costantino