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Presepe vivente di Trappeto: la magia del Natale e la forza di un parroco

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Oggimedia fa visita alla parrocchia Maria SS del Rosario e San Rocco sita a  Trappeto, in provincia di Catania. Qui ogni anno, a natale, ha luogo il presepe vivente. Incontriamo il simpaticissimo e disponibilissimo Padre Roberto, parroco della chiesa in questione, al quale vorremmo rivolgere qualche domanda. Ci accoglie subito nel suo studio, davanti alla sua scrivania "al passo con i tempi", dotata di computer e connessione ad internet con relativa pagina su facebook. Ci racconta dei suoi studi di economia e commercio, facendoci già appassionare ai suoi racconti come solo un vero comunicatore sa fare ...

Padre Roberto, lei è giovanissimo. Da quanto tempo svolge il suo ministero nella chiesa?
«Io ho 40 anni e sono stato ordinato prete il 2 gennaio 2002 da Monsignor Bommarito nella cattedrale di Catania. Sono qui nella comunità di Trappeto dal 28 settembre 2002. Rispetto a tutti i miei confratelli effettivamente ho bruciato le tappe, poiché spesso si sta in una parrocchia come vice parroco 4 anni circa. A me questa sorte è toccata per appena 8 mesi. Dopodiché sono diventato parroco a tutti gli effetti».

Per diventare parroco che tipo di cammino bisogna intraprendere?
«Diventare parroco è un cammino che dura 6 anni, anche se recentemente le cose sono cambiate e nella diocesi di Catania è previsto un seminario propedeutico durante il quale si cerca di capire se effettivamente si ha la vocazione, se si è maturi e se umanamente si è pronti ad affrontare il mondo d'oggi con le mille problematiche che ne seguono».

Ci parli del presepe vivente. Com'è strutturato e quali sono le date in cui ha luogo?
«Il presepe sarà celebrato nei giorni del 18 e 19 dicembre alle ore 19:00. È ambientato nella Sicilia dell'ottocento con dei canti siciliani. Non è un dialetto siciliano antico ma più contemporaneo, in modo che sia più abbordabile sia per grandi che soprattutto per piccini. Ogni anno questa rappresentazione sacra cambia. Si aggiungono personaggi, frasi nuove ed in più, da qualche anno, tra la notte del sabato e della domenica si celebra una messa di mezzanotte (al freddo e al gelo è proprio il caso di dire) con il bue e l'asinello di dietro che ci riscaldano e ci proteggono dalle temperature gelide. Questo attraverso la collaborazione di tutti coloro che vi partecipano. Più volte ho ricevuto proposte da parte dell'amministrazione comunale di portare il presepe di Trappeto in un'altra realtà. Io ho rifiutato, nonostante ci avessero promesso un pagamento e la disponibilità di luoghi e scenografie, perché il mio presepe non è un'opera teatrale, bensì comunicazione con i fedeli».

Da quanto tempo si organizza questo presepe?
«In via D'annunzio, nei locali della parrocchia, in questo campetto che è stato donato alla chiesa per fare attività sociali, è dal 2002. Prima si faceva in piazza con scenografie e tanto altro, dal 2002 lo facciamo qui nei locali pastorali della chiesa. Quale luogo migliore di quello naturale del campetto all'esterno? Ogni anno piove sempre, ma quando è in corso il presepe, magicamente cessa di piovere. È' un presepe staccato dai tempi d'oggi».

Sappiamo che lei permette ai giovani di frequentare vari tipi di attività in parrocchia. Di cosa si tratta nello specifico?
«Quando per la prima volta misi piede in questa parrocchia, svolgevo tre attività contemporaneamente. Facevo il cappellano dalle suore, il vice parroco nella parrocchia Spirito Santo e l'amministratore di questa chiesa. Mi trovai un giorno a dover dare un avviso ai fedeli: "Sono iniziati i corsi di latino americano". Io mi posi la domanda: "Ma che c'entrano i corsi di latino americano con il fine proprio della chiesa e del messaggio di Dio"? All'inizio non sapevo darmi una risposta, poi ho capito. Ho capito che il bello sta nel fatto che tra il salone parrocchiale e la chiesa c'è una parete con una porta, con un metro di spazio tra le due stanze. Molte persone che prima entravano ai corsi di ballo non entravano in chiesa, e viceversa. Io ho saputo sfruttare l'attività sportiva come mezzo per portare più persone in chiesa. Adesso abbiamo corsi di latino americano e pilates per persone che vanno dai 5 ai 95 anni. Non si salva nessuno! Qualche mio confratello mi ha criticato per questo, ma a distanza di anni è finito con l'imitarmi».

Opportunamente rivolgiamo una domanda ironica, visto lo spirito giovane e simpatico del parroco.

Padre Roberto, ma allora vista anche la sua formazione universitaria, non è che per caso questo tipo di attività, e l'evento del presepe vivente, potrebbero essere una sorta di "marketing strategico religioso"?
«Si dice impara l'arte e mettila da parte. Anche se nel fare i manifesti sfrutto un po' delle mie conoscenze, per me quello che faccio è un servizio per la gente, perché mi rendo conto che le persone hanno bisogno anche di queste cose. Come dire, non si vive di solo pane. Oltre a fare corsi per attività sportive e manifestazioni sacre come quella del presepe, fino a qualche tempo c'era la possibilità di fare anche il teatro, cosa quest'ultima che ho dovuto interrompere per problematiche sorte in seguito. Molti contestano la chiesa, ma effettivamente poi ci marciano sopra per ottenere ciò che interessa a loro. Io come parroco, devo riuscire a capire chi sono queste persone e a tenerle a freno, facendogli capire che il loro compito è solo quello di pregare. Le attività non sono altro che uno strumento per accogliere quanti più fedeli possibile».

Quello del presepe è, come sappiamo, l'appuntamento natalizio per i fedeli. Durante l'anno sono previsti anche altri progetti o manifestazioni particolari per l'aggregazione?
«Il presepe e i corsi di ballo sono progetti che ho trovato già in parrocchia. Io ho pensato di aggiungere l'oratorio e gli scout . Negli anni poi abbiamo fatto varie manifestazioni. Tra queste, quella chiamata "Batti Trappeto", ovvero un gioco di guinness dei primati fatto di giochi a gare. Certo di cose assurde ne sono accadute. Il primo anno per esempio mi hanno denunciato per maltrattamento di animali, perché uno dei giochi intitolato "Assicuta ù porcu" ( letteralmente rincorri il maiale, ndr), aveva come oggetto da tenere in mano, un maialino di peluche pieno di pesi di piombo all'interno. Noi ovviamente abbiamo giocato molto su questo titolo, ma qualcuno ha male interpretato questa cosa comunicandola all'ENPA (ente nazionale protezione animali). È così partita una diffida con relativa denuncia nei miei confronti il giorno prima che il gioco avesse luogo, al fine di impedirne la messa in atto, perché una parrocchia non poteva assolutamente portare in scena uno spettacolo del genere. Ai tempi ne parlarono anche le tv e i Tg regionali. È assurdo come le malelingue possano cambiare il senso delle cose peccando di superficialità. La cosa, ovviamente, in seguito fu chiarita, ed io ogni anno mi impegno a portare avanti i miei progetti.

La redazione di oggimedia ringrazia Padre Roberto per la sua disponibilità.

Fonte immagine: www. facebook.it

Roberta Tomaselli