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Game Pride & Ludica Village: Les jeaux sont fait

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A poche ore dalla chiusura il Game Pride & Ludica Village tira le somme per fare tornare i conti. Moltissime le presenze da parte del pubblico, circa 15.000 i visitatori e 3000 gli operatori del settore che hanno animato l'evento. Unire la ludicità del gioco tradizionale con i più adulti e moderni sistemi di gioco è stata una scommessa che è stata vinta. Pro e contro, bianco e nero, bene o male il primo evento organizzato intorno al mondo del divertimento sta per chiudere le porte e conteggia punti a favore ma anche contro. Soddisfazione da parte degli standisti che hanno avuto un buon rientro attraverso svariati contatti con gli esperti Collaborazione tra gli standisti che spontaneamente si sono dati “una mano”. I giovani studenti croupier hanno fatto pratica in diretta sui verdi tavoli da gioco. Si è inoltre verificato un aggiornamento del sistema di gioco all'italiana verso il più moderno e internazionale Texas Hod'em Poker. Nelle note in detrazione però si sono registrate parole di malcontento. La sovrapposizione tra stand di giochi rivolto ai maggiorenni, dove slot-machine e tavoli di poker hanno ospitato ragazzi di appena nove anni e gli stand rivolti ai più piccoli giocatori di mattoncini ha creato una diffusa confusione. Gli stessi genitori ne hanno avuta percezione. Forse ci sarebbe dovuto essere una zona che separasse i giochi per i bambini da quelli degli adulti. Anche uno spazio di intrattenimento per i pargoli avrebbe potuto aiutare a lasciare dedicare delle ore di tranquillo diletto ai premurosi mamme e papà. In ultimo, forse, ci sarebbe stata maggiore affluenza se all'interno del centro commerciale Etnapolis si fosse attivato un sistema di battage pubblicitario che avesse portato gli acquirenti del supermercato alla fiera spiegando in cosa consisteva l'evento. Una maggiore pianificazione e un'attenta organizzazione e la divisione in una zona bambini da quella dei giochi per adulti sono i suggerimenti accolti che fanno scommettere sulla prossima edizione. Allora tiriamo i dadi e chissà che numero uscirà il prossimo anno.


Daniela Scamporrino