Oggimedia incontra Francesco Chiavetta, presidente della "Mercenari A.S.A", un'associazione dilettantistica locale di softair, disciplina sportiva diffusasi negli ultimi anni e rappresentata anche nella mostra "Game Pride & Ludica Village" che si sta svolgendo presso il centro commerciale Etnapolis.
Abbiamo parlato con lui delle regole, degli aspetti tecnici del softair. Esso è una disciplina di chiaro stampo guerresco: consiste in battaglie disputate tra due squadre di concorrenti dotati di abbigliamento militare e armati di pistole e fucili elettrici a pallini, che devono colpire gli avversari eliminandoli.
Ma soprattutto è una disciplina con regole chiare e rigide: la pratica dei minorenni è consentita solo previa autorizzazione dei genitori, mentre l'utilizzo del luogo di battaglia deve essere comunicato ai Carabinieri, pena una diffida, cui possono far seguito sanzioni concrete in caso di reiterata violazione di tale regola.Il softair nasce come un'evoluzione del paintball, una disciplina praticata in America, che consiste sempre in battaglie tra due squadre di "soldati" armati di fucili che sparano cartucce di vernice. Chiavetta sottolinea che nel caso del softair, come detto sopra, siamo in presenza di armi a pallini, che devono avere tutte la stessa potenza (nel softair ha il massimo di un joule) e la stessa gittata: nel fucile si possono eseguire delle modifiche ad entrambi i parametri, purchè rispettino la regolamentazione vigente e quindi avvengano nell'assoluta legalità.
"Legalità" è una delle parole chiavi di questo sport, al pari di "sicurezza": Chiavetta chiarisce che per sostenere una battaglia bisogna indossare un paio di occhiali protettivi o una maschera, onde evitare lesioni all'occhio.
Si può praticare softair in diverse modalità, di cui la "difesa contro attacco" è la più familiare, quantomeno per l'associazione di Chiavetta. Essa ha come presupposto l'individuazione di un sito privato, possibilmente un luogo boschivo con una casa o comunque un edificio abbandonato; successivamente vengono formate due squadre, una con il compito di difendere l'edificio, immaginando che si tratti di un fortino, e l'altra con l'obiettivo di attaccarlo, invadendo la zona limitrofa al "castello". L'obiettivo, come detto sopra, è quello di eliminare tutti i membri della squadra avversaria: un "soldato" viene eliminato quando viene colpito da un avversario, e deve essere lui stesso ad annunciare la propria eliminazione alzando il fucile in aria e dicendo "colpito!".
La finalità del softair è chiaramente quella dello svago. Scaricare adrenalina e pensare ad "uccidere il nemico" nel contesto della battaglia, per poi, a scontro finito, dare la mano all'avversario e magari prendere insieme a lui un panino.
Michele Patanè
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