Più che una vera e propria intervista, quella con Roberto Cosentino, sembra essere una conversazione con un caro amico, che parlando di questa sua creatura, ne mette subito in luce quello che è lo scopo principale, ovvero utilizzare il gioco come collante per socializzare.
Ovviamente ci tiene anche a precisare che il gioco deve sempre essere RESPONSABILE. Il gioco come mezzo, per evadere dallo stress di tutti i giorni, ma mai come trappola.Lo stesso abbinamento, come ci dice Roberto C. LUDICA VILLAGE e GAME PRAIDE, nasce dall'idea di mescolare due delle fasi proprie del gioco, ovvero: quella prettamente giocosa e di coinvolgimento, con LUDICA VILLAGE, per un pubblico più giovane e quella propria del GAME PRIDE, con giochi rivolti ad un pubblico più adulto. Lo scopo, come ci spiega lo stesso Roberto è quello di mostrare queste due fasi, che, anche se diverse tra loro per modalità, hanno in comune lo scopo, ovvero l'aggregazione.
L'evento, il primo a Catania, acquista così una veste nuova, quasi fosse una sorta di messaggio, circolante tra le mille luci e suoni di questo luogo fantastico.
alla nostra domanda, sull'accostamento, ludico-gioco d'azzardo, Roberto, con volto sereno cita, come esempio, Don Bosco, che con la scusa di far gicare i ragazzine, toglendoli dalla strada, faceva passare loro il messaggio del vangelo.
Quindi, lo scopo della manifestazione, nonchè, dell'abbinamento, tra le due fasi del gioco, sono legate sempre dalla solita parola già ampiamente
citata...RESPONSABILITA'.
Un altra cosa attira subito la nostra curiosità, il logo dell'evento, che riporta alla memoria quello più antico dello yn e yang. A questo punto Roberto, interviene raccontandoci proprio lo scopo del logo, che vede, come protagonista una modella, che per l'occasione si sdoppia, una parte su sfondo nero (GAME PRIDE) sottolinea il gioco nella sua veste più adulta, mentre l'altra su uno sfondo bianco (LUDICA VILLAGE), sottolinea la parte più infantile del gioco.
Un gioco voluto, e creato apposta per l'occasione, un modo, questo, per far passare quello che è il filo sottile che unisce e anima queste giornate, il gioco e la responsabilità che lo accompagna in ogni sua fase.
Il gioco, resta comunque uno dei settori che produce e sviluppa lavoro, quindi diventa logico non relegarlo come qualcosa di negativo, ma utilizzarlo, nella sua forma più ludica, ovvero, come mezzo aggregante e come anti sress, sottolineando, sempre, ed ancora una volta la responsabilità.
Prima di lasciarlo al suo lavoro, noi di Oggimedia, gli rivolgiamo un ultima domanda che riguarda la nascita del nome GAME PRIDE, che per assonaza ricorda quello del GAY PRIDE.
Roberto:<<...tutto ha inizio con la lettura del libro di Oliviero Toscani "Creativo Sovversivo", e di un particolare passo che mi riporta alla mente proprio il concetto che in un certo senzo mi ha animato, ovvero, Giornata dell'orgoglio del giocatore responsabile, perchè credo che sia proprio questo lo scopo dell'evento, che da oggi prende il suo via per diventare poi un appuntamento fisso.
A noi di OGGIMEDIA dunque, non ci resta che ringraziarlo per il tempo che ci ha concesso e...gioco si ma con RESPONSABILITA'!
Carlo Fabio Giuffrida
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