Differenza tra allergie e Intolleranze alimentari.
Oggi, in modo spesso improprio, sentiamo parlare di allergie e intolleranze alimentari.
La schiera di chi si definisce “allergico/a” o “intollerante” è sempre più ampia, supportata da una notevole confusione sul significato dei due termini, e molto spesso da diagnosi fatte con metodi non validati scien- tificamente (soprattutto per le intolleranze alimentari).
Benché circa 1 persona su 3 riten- ga di essere "allergica" a certi alimenti, l’allergia alimentare ha un’incidenza effettiva intorno al 2% della popolazione adulta. L’incidenza è più elevata nei bambini piccoli, con una stima tra il 3 e il 7%. Fortunatamente, l’80-90% di tali soggetti supera l’ipersensibilità con l’età scolare (1). Cerchiamo di fare un chiarimento.
Le reazioni negative agli alimenti possono essere causate da allergia alimentare o intol- leranza alimentare. L'allergia alimentare è una forma specifica di intolleranza ad alimenti o a componenti alimentari che attiva il sistema immunitario.
Un allergene (proteina presente nell'alimento a rischio) innesca una catena di reazioni del sistema immunitario tra cui la produzione di anticorpi. Gli anticorpi determinano il rilascio di sostanze chimiche organiche, come l'istamina, che provocano vari sintomi: prurito, naso che cola, tosse o affanno. Le allergie agli alimenti o ai componenti alimentari sono spesso ereditarie e vengono in genere diagnosticate nei primi anni di vita.
Le intolleranze alimentari, invece coinvolgono il metabolismo e possono essere di tipo enzimatico (es. ridotta attività dell’enzima lattasi nella scissione del lattosio) o farmacologico (le reazioni alle amine vasoattive o agli additivi presenti negli alimenti).Le intolleranze possono provocare sintomi simili all'allergia (tra cui nausea, diarrea e crampi allo stomaco), ma le reazioni non coinvolgono nello stesso modo il sistema immunitario. Un buon esempio per capire il sottile confine che separa la manifestazione allergica da quella dell’intolleranza è il mal di pancia che insorge quando si beve del latte.
Può essere sintomo di allergia e dipendere da un anomalo comportamento del sistema immunitario nei riguardi di certe proteine del latte, oppure può essere dovuto ad un’intolleranza al lattosio, lo zucchero del latte, se questo non viene digerito.
Nel primo caso, i soggetti, definiti allergici, devono eliminare dalla dieta ogni tipo di latte, nel secondo caso i soggetti, definiti intolleranti, devono ridurre e controllare l‘assunzione dell’alimento.
Una corretta diagnosi delle allergie e delle intolleranze alimentari viene effettuata mediante test scientifici validati. Se una persona ritiene di soffrire di reazioni allergiche a determinate sostanze alimentari, la prima cosa da fare è consultare uno specialista per verificare che i sintomi non siano ascrivibili ad altro.
Il primo passo, di una diagnosi affidabile, è un esame fisico completo del paziente e successivamente, l’uso dei seguenti metodi di accertamento (1).
1) Test cutanei: consistono nell’inserimento sottocutaneo di estratti di un determinato alimento per verificare l’eventuale comparsa di reazione.
2) Dieta ad esclusione: per circa 2 settimane viene eliminato un alimento o una combinazione di alimenti sospetti prima di effettuare una prova di verifica.
3) Test RAST: ricerca delle IgE specifiche, ossia degli anticorpi che reagiscono con l’allergene.
4) Test DBPCFC: unico metodo certo, test di scatenamento in doppio cieco con l’uso di un placebo. Altri tipi di test per la diagnosi di allergie e di intolleranze non sono scientificamente validati.
Attenzione quindi ai metodi diagnostici usati, attenzione ad una diagnosi corretta. Attenzione alle diete che escludono categorie di alimenti, queste non risolvono la sintomatologia, anzi possono arrecare carenze nutrizionali.
Bibliografia:
1. INRAN,Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, 2009
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