Che il titolo parli da solo non è quello l'obiettivo che si vuol perseguire; vogliamo, invece, diffondere, anche se con i dovuti limiti, la tesi di una recente ricerca spagnola secondo cui la cannabis produrrebbe effetti benefici. Le prime cavie, dei topini, hanno già beneficiato degli effetti di questa droga leggera: studiando il comportamento dell'organismo di questi animali, si è arrivati a confermare, con sicurezza certa, che la cannabis distrugge cellule cancerogene mantenendo in vita quelle sane.
Presso l'università Complutense di Madrid, sotto la guida di Manuel Guzman, un gruppo di studenti del dipartimento di biochimica e biologia molecolare ha quindi "felicemente" provato il primo effetto concreto di Marjiuana e Cannabinoidi.
Ma lo stesso Guzman mette al riparo la sua ricerca dai sicuri fraintendimenti affermando che, ancora, il test è stato effettuato su topi e che solo dopo averlo eseguito su esseri umani si avrà la sicurezza di poter usare in massima fiducia l'hashish a scopi terapeutici, in primis contro le cellule tumorali. Il ricercatore continua, tuttavia, dichiarando che si continuerà a studiare l'effetto che tale droga ha sui neuroni: scoprire se li danneggi o se, invece, li fortifichi non è facile neanche con la tecnologia di cui oggi si può si disporre. Oltre che su malati di Parkinson, Alzheimer, sindrome di Tourette, è stata testata su animali affetti da sclerosi multipla e i risultati hanno dimostrato una riduzione di tremore e spasticità!
In passato, soprattutto tra i nostri romani, Cannabis e Marjiuana venivano utilizzate spesso con scopi terapeutici: il fumo veniva, infatti, sparso nella stanza delle donne gravide in procinto di dare alla luce, quasi a voler alleviare il dolore lancinante procurato dal parto; in India durante la colonizzazione del XIX secolo venne per molto tempo utilizzata e prevista dai medici irlandesi per i malati di reumatismi, rabbia, tetano e anche di epilessia.
A quanto pare l'uso della Cannabis è sempre stato vivo in campo medico, nell'ultimo periodo sembra addirittura in netta ascesa. Molti sono i paesi che l'hanno già autorizzata per scopi curativi e chi può dire se un giorno verrà legalizzata totalmente in altrettanti stati.
La ricerca prosegue imperterrita e, sebbene spesso si dimostri lenta rispetto alle nostre aspettative, è importante scoprire che questo "stupefacente" non è solo conduttore di effetti negativi, da sempre strillati dalle campagne progresso contro la droga, ma possiede finanche un lato terapeutico che depone di certo appannaggio della medicina.
Dall'altro non si potrà dire lo stesso dell'effetto che queste ricerche avranno sui più giovani, che, magari cullati da questi nuovi studi di settore, continueranno ad abusarne in piena libertà..."perché tanto "fa bene", rinnegando, invece, la mera realtà che il suo consumo smodato e non controllato risulta assolutamente deleterio per la salute, poichè sono certi i suoi effetti collaterali, che ad oggi sono gli unici attestati con sicurezza.
Tuttavia risulterebbe inutile elencarli adesso, dal momento che il nostro scopo informativo non avrà mai la portata di una tesi scientifica e, quindi, saranno indubiamente sottovalutati.
Giada Raissa Passanisi
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