Ru486, questa sigla, oscura per molti, è da tempo oggetto di dibattiti, dispute, contraddittori scientifici e politici. La questione è riesplosa in questi giorni per la presa di posizione di alcuni neoeletti governatori regionali, che esprimendo la loro ferma decisione di contrastarne l'utilizzo hanno riacceso l'attenzione sull' Ru486.
Ma che cos'è l'Ru486? Definita semplicisticamente "Pillola abortiva", l'Ru486 è già stata oggetto di sperimentazione in alcune strutture ospedaliere italiane, e sempre con ampio strascico di polemiche. Proviamo a capirne un poco di più. La pillola Ru486, dovrebbe, dai primi di aprile, essere messa in distribuzione dalle farmacie ospedaliere, con modalità che vanno dal day hospital al ricovero breve.Scopo dell'assunzione di questo farmaco è l'induzione dell'aborto. Scontato il parere negativo della chiesa e del mondo cattolico, è in altri ambiti che il dibattito si è fatto serrato, con prese di posizione molto diverse tra loro da parte dei politici dei vari schieramenti. L'uso dell'Ru486 è da inquadrare all'interno della legge 194, sull'interruzione di gravidanza, e perciò è legale e rispettoso delle norme vigenti. Detto questo non si spiega l'opposizione alla somministrazione del farmaco in questione, perché se questo farmaco induce l'aborto e l'aborto è legale anche il farmaco lo è. Il problema è semmai un altro: "il messaggio che è passato quando se ne è parlato - la disinformazione - la non corretta descrizione degli effetti". Ma andiamo con ordine.
Abbiamo già detto di alcuni neogovernatori che hanno lanciato proclami, annunciando iniziative di contrasto all'uso dell'Ru486. Questo avrebbe diversi risultati negativi. Primo: ci sarebbe una istituzione (una regione in questo caso) che non rispetta una legge dello stato, la 194 appunto, non permettendone una modalità di applicazione prevista e consentita. Secondo: se in alcune regioni, come già avviene, questo farmaco è utilizzato ed in altre no, si creerebbero disparità di trattamento fra i cittadini di regioni diverse, con prevedibilissimi conseguenti spostamenti da una regione all'altra.
Se questa contrarietà testimoniasse una avversione alla 194, sarebbe condivisibile la posizione, ma sbagliata la strategia. Se non condivide una legge, un politico ha tanti modi per provare a sopprimerla o a cambiarla, anche perché nel caso specifico troverebbe largo seguito all'interno della compagine parlamentare.
Se invece non condividesse le modalità con cui si è finora presentato questo farmaco ci trova assolutamente d’accordo. Il messaggio che è passato tendeva a dare l'idea che l'Ru486 fosse poco più di un lassativo, una pillola ed il mattino successivo scompare l'indisposizione; nulla di più falso. Le donne che hanno usato questa metodica testimoniano di dolori, sofferenze, malesseri pesanti e prolungati. Nell'era delle diete senza sacrifici, delle ginnastiche passive, degli esami superati senza studiare, sarebbe sbagliato, oltre che pericoloso, far passare l'idea che questa pillola fa abortire senza sofferenze e senza rischi: è, e resta, un aborto, con tutta la fatica e le sofferenze connesse.
Giuseppe Rubino
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