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ICE? Non è un cubetto di ghiaccio

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ice_in-case-of-emergency-simbolo

Da qualche settimana gira una mail che porta questa dicitura: non pensate sia una delle solite catene di Sant’Antonio perché fa parte di un progetto importantissimo. Non è un virus, come invece si era sostenuto in passato, ma un metodo da utilizzare e da diffondere per il bene comune.
L’ICE fa parte di un programma concepito dal paramedico Bob Brotchie nel 2005, dopo gli attentati a Londra, con lo scopo di mettere al corrente i primi soccorsi (siano essi paramedici poliziotti o vigili del fuoco) di identificare le vittime e di poter contattare i loro parenti per averne informazioni d’emergenza. Il consiglio che viene dato è quello di salvare sulla propria rubrica telefonica i propri numeri da contattare in caso d’emergenza sotto la seguente dicitura ad esempio: 1 ICE mamma, 2 ICE papà ecc ecc.

Naturalmente è stato creato un simbolo al fine di riconoscere subito la presenza di questi numeri sul cellulare e che permette immediatamente di sapere al soccorritore se sul cellulare sono stati inseriti i numeri ICE. Si tratta di un’etichetta che si applica sul proprio telefonino e rende riconoscibile al primi soccorsi la presenza di un posto fisso su cui controllare in caso di stato d'incoscienza delle vittime.

Fonte Foto:cricuneo.org

http://www.cricuneo.org/comunicati/ICE.jpg

Selenia Torrisi

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