Questo studio, pubblicato sulla rivista "Immunology and Cell Biology", spiega che il vaccino è capace di innescare la produzione di anticorpi contro il beta-amiloide, un peptide che si accumula nel cervello determinando danni ai neuroni e quindi alle capacità cognitive, in particolare alla memoria, dei soggetti affetti dal morbo.
La molecola, per la quale è stato concesso il brevetto italiano ed è stata depositata una domanda di brevetto internazionale, è costituita da una proteina ottenuta dalla fusione tra un piccolo frammento di peptide beta-amiloide e una proteina batterica, che dà vita ad una struttura simile a quella di un virus.
Antonella Prisco, ricercatrice del Cnr di Napoli che si è occupata della ricerca, afferma:«Usando il bagaglio di esperienze accumulato nelle precedenti sperimentazioni che da anni coinvolgono ricercatori di tutto il mondo, abbiamo messo a punto la molecola (1-11) E2 cercando di minimizzarne i rischi per l'organismo e di ottimizzarne l'efficacia terapeutica. Il vaccino che abbiamo prodotto induce rapidamente una forte risposta anticorpale e polarizza la risposta immunitaria verso la produzione di una citochina anti-infiammatoria, l'interleuchina-4, confermando le proprietà immunologiche auspicate».
Tuttavia la ricercatrice dichiara anche che per accertare l'efficacia del vaccino sull'uomo, occorre ancora passare ad ulteriori fasi della ricerca, nonostante sia certo che la molecola presenti le proprietà immunologiche desiderate.
La sperimentazione, infatti, è giunta ancora ad una fase pre-clinica in cui la somministrazione è stata fatta solo a topi normali. Successivamente il vaccino deve essere dispensato a topi transgenici che hanno quindi sviluppato una patologia simile all'Alzheimer.
In questo modo si potranno verificare gli effetti collaterali oltre alla reale capacità curativa. Inoltre è impossibile dire quando il vaccino potrà essere effettivamente applicato all'uomo poiché si stanno cercando i finanziamenti per proseguire con la sperimentazione.
Secondo il Rapporto Mondiale Alzheimer 2011 sono ben 36 milioni i soggetti con demenza nel mondo e che una diagnosi precoce potrebbe far risparmiare 10.000 dollari per malato.
Elevati quindi i costi economici che rendono questa patologia un'emergenza sanitaria, ma mai alti quanto per i familiari che ogni giorno osservano impotenti l'ombra di una malattia che pian piano oscura i ricordi, le identità, la vita intera e l'animo dei loro cari.
Fonte notizia:http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/salute/2012/28-gennaio-2012/vaccino-anti-alzheimer-cnr-napoli-1903049973842.shtml
http://www.alzheimer.it/report2011.html
Fonte foto:http://www.ladyblitz.it/salute/malati-alzheimer-demenza-familiari-aiuto-1422889/
http://www.ladyblitz.it/wp-content/uploads/2011/11/cervello_puzzle_alzheimer-300x225.jpg
Maria Grazia Pappalardo
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