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Le brutte notizie fanno male al cuore

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crepacuore
Secondo uno studio scientifico, lutti e perdite improvvise aumentano il rischio di infarto.
Lo scorso novembre, il caso dei Signori Garofano, i tre fratelli della provincia di Catania, colpiti da una serie di infarti a catena, aveva lasciato tutti interdetti.
La morte del primo, provocata da un improvviso attacco cardiaco, aveva scatenato una sorta di effetto domino. Anche il secondo fratello, infatti, di fronte alla dolorosa perdita familiare, è andato incontro allo stesso destino. Destino scongiurato nel caso del terzo fratello, colpito anche lui da un'ischemia cardiaca. Solo il tempestivo intervento dei medici è riuscito ad evitare il peggio.

Una vicenda assurda quanto rara che i medici chiamano "sindrome di tako-tsubo" ovvero "cardiomiopatia da stress". Descritta per la prima volta in Giappone agli inizi degli anni '90, si tratta di una disfunzione transitoria che colpisce il ventricolo destro del cuore, conferendogli quella caratteristica forma a palloncino che i giapponesi definiscono "tako-tsubo", "cesta per raccogliere il polpo".

I sintomi di questa anomalia sono quelli tipici di un attacco cardiaco: dolore al petto, difficoltà respiratoria, alterazioni del ritmo cardiaco. A differenza dell'infarto, però, la cardiomiopatia da stress non provoca la morte delle cellule cardiache.

Nell' 80% dei pazienti, infatti, la situazione torna alla normalità dopo poche settimane.

Le cause di questa transitoria modificazione del cuore non sono ancora chiare.
Si è riscontrata, però, una maggiore incidenza nelle donne in post-menopausa, probabilmente associata a un calo degli estrogeni .

L'insorgenza della "sindrome di tako-tsubo" risulta strettamente correlata a prolungati stress fisici ed emotivi, come ad esempio abbandoni, perdite improvvise, morte di persone care.

Un recente studio, infatti, ha messo in evidenza come, in soggetti che hanno subito un lutto, il rischio di infarto è 21 volte più alto il giorno in cui questo si verifica e 6 volte maggiore nel corso della settimana successiva.

Le percentuali aumentano nel caso di persone che soffrono già di patologie cardiache.
L'allarme, però, non riguarda solo chi è malato di cuore.

L'aumento della pressione arteriosa e l'accelerazione del battito cardiaco, conseguenti a una forte emozione, possono innescare un infarto che in alcuni casi - anche se rari - può risultare mortale.

Fonte foto:www.stanzapub.com

http://images.stanzapub.com/readers/healthmad/2008/06/08/177680_9.jpg

Cosima Ticali

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