Il fondatore della società in questione - Jean-Claude Mas - travolto dallo scandalo sanitario, avrebbe spiegato agli inquirenti di essere consapevole del fatto che il gel PIP non fosse conforme agli usi clinici e non certificato dalle autorità, alle quali avrebbe nascosto i relativi documenti, in quanto si trattava di un composto di sua produzione che non rappresenterebbe un rischio per la salute.
Il gel incriminato, molto economico per abbassare i costi di produzione, conterrebbe additivi utilizzati nell'industria petrolchimica come resine di uso comune nella produzione di computer, gomma, carburante, mai testati per l'applicazione in campo clinico e sospettati di causare il cancro.
Le donne che hanno subito l'impianto delle protesi francesi sarebbero tra le trecentomila e le quattrocentomila sparse tra 65 paesi diversi, trentamila solo in Francia. Qui le autorità hanno suggerito alla popolazione interessata la rimozione delle protesi a scopo preventivo ma non urgente, in quanto non esiste un rischio accertato né una correlazione sperimentata tra protesi difettosa e tumore.
Tuttavia bisogna pur tenere conto dei casi di cancro al seno per le donne con protesi PIP che ammontano a 20 in Francia e ad un solo caso in Italia.
Nel nostro paese, per far fronte al problema, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2011 n. 304 un'ordinanza firmata dal Ministro della Salute Renato Balduzzi con la quale si dispone il censimento delle protesi mammarie impiantate in Italia in modo tale da obbligare tutte le strutture sanitarie a redigere entro 15 giorni un elenco nominativo dei trapianti avvenuti dal 1° gennaio 2001.
In Italia gli inserti protesici non certificati sarebbero circa quattromila e il Ministero della Salute ha annunciato con una nota che "ilSSN si farà carico degli interventi medico/chirurgici laddove vi sia indicazione clinica specifica", invitando inoltre le donne coinvolte a consultare prima il proprio medico in merito alla vicenda personale.
In questo caso il noto detto " chi bella vuole apparire un po' deve soffrire " è stato probabilmente travisato da chi, per interessi economici, ha scelto di risparmiare sui materiali mettendo a rischio la vita di migliaia di persone che, di fronte ad una sofferenza simile, avrebbero forse fatto a meno, per una volta, della tanto desiderata bellezza.
Fonte notizia:http://www.wakeupnews.eu/appello-alle-donne-gb-rimuovete-le-protesi-pip/
Fonte Foto:twofilter.it
Maria Grazia Pappalardo
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