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“Cibo spazzatura” sotto accusa

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Dalle caramelle agli snack, tassa su bibite e alimenti poco salutari. Italia come Francia e Usa.
La stragrande maggioranza dei bambini lo adora, gli adulti - spesso - anche di più.
Si tratta del "junk-food", il "cibo-spazzatura" che riempie le nostre giornate e quelle dei nostri figli.
Snack dolci a merenda, hamburger e patatine per pranzi facili e veloci, alcool per serate in compagnia di amici. Gli alimenti e le bevande "ricche di calorie ma poveri di nutrienti" finiscono nel mirino non solo di medici e nutrizionisti ma anche dei governi di tutto il mondo.

Dopo Francia, Inghilterra, Danimarca e Stati Uniti, anche l'Italia si schiera contro il cibo considerato poco sano. Il ministro alla sanità italiano, Renato Balduzzi, ha infatti presentato un documento in cui - insieme agli alcolici - si ipotizza di tassare tutti gli alimenti dannosi per la nostra salute. Con elevate quantità di grassi saturi, zucchero e sale, i "junk-food" sono ritenuti i responsabili di due delle maggiori patologie dei nostri tempi: l'obesità e il diabete.

Dal ministero parlano ancora di «bozza contenente le diverse ipotesi che devono essere discusse in vista del nuovo Patto per la salute». Una proposta preliminare, dunque, che deve essere esaminata con le varie Regioni, con i produttori e i distributori. Un piano che se attuato, porterebbe a ridurre i costi della spesa sanitaria. Il denaro ricavato, infatti, verrebbe utilizzato per costruire nuove strutture ospedaliere.

Cosi come è accaduto oltralpe, dove il parlamento francese ha varato una tassa sulle bevande gassate - stimando un incasso di circa 120 milioni - o in territorio danese, dove sono stati tassati tutti i prodotti con oltre il 2,3% di grassi saturi, anche l'Italia sembra prepararsi a intervenire nella lotta contro il "cibo spazzatura".

Una lotta non certo accolta con il sorriso sulle labbra dalle multinazionali che producono questi prodotti.

Anche tra i fautori del "mangiare sano", però, c'è chi si domanda se una tassa su caramelle e merendine possa rappresentare lo strumento giusto per perseguire una corretta alimentazione.

Forse che più di imposizioni abbiamo bisogno di educazione?

Magari di una buona educazione alimentare.

Foto del redattore

Cosima Ticali

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