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Imparare a guardare lontano

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La miopia come metafora della condizione esistenziale attuale

Sembra proprio che non ne siamo più capaci. Abituati e rassegnati all’idea che la situazione economica e sociale attuale, in special modo quella di un paese come il nostro, ostacoli la realizzazione di progetti troppo ambiziosi (non solo, ma spesso anche di quelli più modesti), perdiamo la capacità, nonché la voglia, di metterci in gioco e scommettere sul futuro. Insomma di guardare lontano.

 

L’uomo moderno sta sviluppando sempre più la tendenza a diventare miope. Ma senso figurato a parte, vogliamo qui riflettere su un disturbo in notevole crescita. Uno studio effettuato da due ricercatori di Cambrige mette in guardia dall’aumento della miopia nei paesi industrializzati.

Negli Stati Uniti questo disturbo della vista è passato dal 25% del 1972 al 42% del 2004. A Singapore arriva addirittura all’80%, raggiungendo l’incidenza più alta del mondo. In Italia una persona su quattro è miope.

Le cause? Senza dubbio televisori e pc hanno la loro parte, ma, secondo lo stesso studio, non bisogna sottovalutare la necessità, per la salute degli occhi, di trascorrere più tempo all’aria aperta. La luce naturale, infatti, a differenza di quella artificiale, «protegge la forma del bulbo oculare stimolando nella retina la produzione di dopamina, un neutrotrasmettitore che svolge tra l’altro la funzione di limitare la crescita del bulbo oculare».

Inoltre è ovvio che quando ci si trova in uno spazio aperto l’occhio è in grado di  mettere a fuoco oggetti anche molto lontani, anche l’orizzonte per esempio.

Lo stile di vita quindi incide in modo significativo sullo sviluppo del disturbo, ancora più delle cause ereditarie o evolutive.

Se non vogliamo perciò ritrovarci tra alcuni anni ad aver tutti bisogno di lenti che si comportino da “intermediari” nel nostro contatto visivo con il mondo, è necessario cambiare abitudini e, per tornare alla metafora, mentalità.

Ritroviamo il contatto diretto con quello che ci circonda… riscopriamo il piacere di contemplare l’orizzonte. Incontriamo la gente anche all’esterno della nostre abitazioni, al di fuori dei limiti imposti dallo schermo di un pc, senza webcam… Ignoriamo tutto ciò che scoraggia la nostra visione in lontananza, non solo in termini di spazio ma anche di tempo. Lavoriamo ad un progetto che non riguardi solo il presente ma anche il futuro. Costruiamolo.

Guardiamo lontano, in tutti i sensi.

Fonte foto: www.blog.libero.it

http://blog.libero.it/968/view.php?id=968&pag=2&gg=0&mm=0

Venera Tripoli

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