Viene considerata la malattia delle donne. Si tratta dell'osteoporosi, una patologia a carico del sistema scheletrico, che in Italia interesserebbe potenzialmente 5milioni di persone di cui - oltre l'80% - donne nel periodo successivo alla menopausa.
Gli effetti più evidenti di questa osteopatia sono l'aumento della fragilità ossea e del rischio di fratture anche a partire da traumi non gravi.
Cosa fare per prevenire il deterioramento delle ossa e la riduzione di minerali al loro interno?
Di fronte ad ogni malattia, il consiglio prioritario è la prevenzione. Alla corretta alimentazione e alla pratica dell'attività fisica bisogna, però, spesso abbinare l'assunzione di farmaci. Anche in questo campo, le case farmaceutiche hanno concentrato ricerche e risorse. Prima fra tutte, la Servier, l'azienda produttrice francese che negli ultimi anni ha messo in commercio il Protelos, un farmaco anti-osteoporosi.
Il Protelos, il cui principio attivo si basa sul ranelato di stronzio, sembrerebbe però provocare degli effetti collaterali tenuti nascosti dalla casa farmaceutica.
Conseguenze che risulterebbero mortali nelle persone affette da allergie.
Questo è quanto emerge dal rapporto stilato dall'Emea, l'agenzia europea del farmaco, che accusa la Servier di aver taciuto i rischi del farmaco per poterlo commercializzare senza ritardi e problemi.
I vertici dell'azienda produttrice smentiscono le accuse, sostenendo che il medicinale in questione è stato messo in commercio solo dopo aver eseguito regolari controlli e sperimentazioni.
Proprio la Servier, però, qualche anno fa era finita nell'occhio del ciclone per una vicenda analoga.
Il Mediator, un antifame prodotto e commercializzato dalla stessa azienda, è stato ritirato dal mercato nel 2009, perché avrebbe causato la morte di circa 500-2mila individui.
In Italia, il Protelos viene assunto da circa 100mila donne.
Prescritto dai medici per prevenire fratture all'anca e alla colonna vertebrale, non risulta, però, il farmaco più utilizzato.
"Da noi vengono maggiormente usati i bisfosfonati", rassicura Salvatore Minisola, presidente della Siomms, la Società Italiana dell'osteoporosi.
Rassicurazioni a parte, la questione risulta un'altra.
Medici e pazienti hanno il diritto di conoscere ed essere avvertiti di tutti i rischi a cui vanno incontro. Perché in ogni caso, prevenire è meglio che curare. Su tutti i fronti.
Fonte foto:www.salute.pourfemme.it
http://salute.pourfemme.it/img/latte-ossa.jpg
Fonte notizia:Repubblica.it.
Cosima Ticali
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