Dopo che si è stabilito che l'uomo ricoverato all'ospedale di Merano ( BZ) non aveva contratto il batterio killer, in Italia si tira un respiro di sollievo. L'epidemia di Escherichia Coli, però, continua a svilupparsi al di la dei nostri confini, e ha già mietuto diverse vittime, soprattutto in Germania, e già conta un migliaio di contagiati, e si continua a cercare di scoprire da cosa provenga. Test di laboratorio hanno stabilito che né i cetrioli, i primi ad essere imputati come responsabili, né i pomodori possono essere ritenuti responsabili di questa epidemia. Probabilmente l'origine della contaminazione è nei germogli di vari legumi, tra cui la soia. Ma di cosa si tratta?
L'Escherichia coli è un batterio che vive nella parte inferiore dell'intestino dei mammiferi, di alcuni uccelli e anche nell'uomo. Il batterio nella forma patogena è trasmessa dagli alimenti per via oro-fecale, ingerendo carni e verdure poco cotti, e acqua contaminate.
Una volta ingerito, nell'intestino pompa una tossina che causa diarrea e vomito. Gli esperti affermano certamente che si tratta di una variante, nata da una mutazione genetica del Escherichia coli, che contiene dei geni che lo rendono più forte e quasi insensibile agli antibiotici, infatti l'uso di antibiotico potrebbe anche peggiorare la situazione.
Dopo un periodo di incubazione di circa tre/cinque giorni dal consumo dell'alimento contaminato, compaiono i sintomi, inizialmente lievi, per poi peggiorare col passare del tempo: crampi addominali, diarrea spesso con sangue, nausea e vomito.
Il paziente infetto può trasmettere l'infezione a chi gli sta vicino. Nei casi gravi la tossina va in circolo e provoca la sindrome emolitico – uremica, caratterizzata dalla comparsa di anemia emolitica microangiopatica, un ridotto numero di piastrine, e insufficienza renale acuta a causa della quale è necessario ricorrere alla dialisi. Nei bambini la Seu può essere talvolta, mortale.
L'Oms (Organizzazione Mondale della Sanità) raccomanda di lavare bene le mani prima di mangiare; di cuocere bene gli alimenti, e di lavare bene le verdure e, nel caso della frutta, evitare di mangiare la buccia, che contiene più germi.
Intanto l'Ue ha approvato l'assegnazione di 210 milioni di aiuti d'emergenza ai produttori di cetrioli, pomodori, lattuga, cicoria, peperoni e di tutti quegli ortaggi che sono stati costretti a ritirare dal mercato, o che non hanno colto a causa dello scoppio dell'epidemia.
Importante è evitare qualunque forma di allarmismo, soprattutto in Italia dove ancora non sono stati registrati casi di questa epidemia.
Fonte foto:icavalieridiarianna.forumfree.it
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