Potrebbe rappresentare un grande passo avanti per il trattamento della sclerosi multipla e patologie simili.
Stiamo parlando della scoperta del meccanismo di base che regola il funzionamento dell'interruttore della guaina mielinica, fondamentale per la cura delle malattie demielinizzanti.
Grazie ad una ricerca finanziata da Fism - Fondazione Italiana Sclerosi Multipla, Telethon e Compagnia San Paolo, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica "Nature Neuroscience", i ricercatori del San Raffaele di Milano, in collaborazione con i colleghi della New York University e dell'Hospital for Special Surgery della grande mela, hanno identificato, infatti, come modulare la mielinizzazione dei nervi e il suo ruolo nella patogenesi di malattie demielinizzanti.
La mielina, nota anche come "sostanza bianca" del sistema nervoso, è una membrana altamente specializzata che avvolge le fibre nervose nel sistema nervoso centrale (SNC) e periferico (SNP) ed è necessaria per una rapida conduzione dell'impulso nervoso.
Dunque, alterazioni nel grado di mielinizzazione possono avere conseguenze tutt'altro che trascurabili, dalla perdita di conduzione dell'impulso nervoso sino alla morte neuronale, con la tragica conseguenza di un'invalidità permanente.
«Ciò che abbiamo scoperto è il primo meccanismo che blocca la formazione della guaina mielinica. - sostiene Carla Taveggia, responsabile dell'Unità Interazioni Axo-Gliali dell'Istituto di Neurologia Sperimentale del San Raffaele di Milano e prima assegnataria della Borsa Rita Levi Montalcini che ha reso possibile la ricerca - I farmaci attualmente in uso per curare la sclerosi multipla e le altre malattie demielinizzanti, non sono in grado di bloccare la malattia ma nel migliore dei casi, solo di rallentarla. Riuscire perciò a capire come funziona l'interruttore generale della mielinizzazione è essenziale per sviluppare un processo che favorisca la formazione della mielina attorno a nervi che l'hanno persa».
Un risultato importante che dimostra il costante impegno che da oltre 40 anni contraddistingue la Fism nella promozione e nel finanziamento della ricerca scientifica per un futuro libero dalla sclerosi multipla.
Intanto, Carlo Pozzilli, responsabile del Centro sclerosi multipla del S.Andrea di Roma, ha annunciato l'arrivo nei prossimi 5 anni di 10 nuovi farmaci per curare la malattia in questione. «Metà di questi farmaci - spiega - sostituiranno alcuni tra i più usati, come l'interferone, ora iniettati. Potranno essere somministrati per via orale».
Fonte foto: ansa.it
http://www.ansa.it/webimages/large/2011/6/16/585978070301e2f9d912d9b162b8565f.jpg
Caterina Dazzo
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