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Festa con ritocco: ecco il Botox party

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È l'ultima diavoleria della "bellezza ad ogni costo": iniezioni di botulino a domicilio durante un party privato.

La moda arriva da oltreoceano, precisamente dall'America, patria del "vissero per sempre giovani e rifatte". E in Italia? Il "Bel paese" non resta certo a guardare e senza perdere tempo ha sfornato l'italica versione del "rifarsi a casa". Moda che ha preso sempre più piede soprattutto nei salotti della "buona" società.

Il meccanismo è tanto semplice quanto banale: si organizza una festa privata, con tanto di stuzzicheria, catering, musica e alcol a gogò e si attende l'ospite d'onore: la puntura di botox, effettuata da un chirurgo estetico fatto venire (e pagato) proprio per l'occasione. Spesso e volentieri è lo stesso chirurgo estetico ad organizzare la festa, per ovvie ragioni: una fiala di botox, infatti, è piuttosto cara (con un costo che oscilla dalle 150 alle 400 euro) ma è sufficiente per un paio di trattamenti, per cui raggruppare molti pazienti consente di ottimizzarne l'impiego.

I pazienti, poi, hanno il vantaggio di ritrovarsi in ambiente informale e familiare, spesso in compagnia di amici e conoscenti dove, tra una coppa di prosecco e una tartina al caviale, la goliardia e l'ilarità del momento giocano da supporto psicologico. Un meccanismo semplice, è vero, ma anche sicuro? A quanto pare no, o almeno non del tutto.

Il botox, infatti, è una tossina botulinica purificata di tipo A che, iniettata nei muscoli, provoca il blocco della produzione di acetilcolina, ossia della sostanza che trasmette l'impulso nervoso ai muscoli. Quindi se iniettata nei muscoli mimici del viso provoca una riduzione dell'attività contrattile attenuando così le rughe d'espressione.

In genere l'iniezione di Botox non ha gravi controindicazioni: si va, infatti, da arrossamenti nella zona dell'iniezione, a piccoli ematomi che scompaiono in pochi giorni, fino alle reazioni allergiche al prodotto nei casi più gravi. Ma è davvero tutto qui? In realtà basta leggere il bugiardino per rendersi conto che non è così.

Si legge, infatti, che il trattamento è indicato solo tra i 18 e i 65 anni, e che quello per uso estetico è approvato dal Ministero della Salute solo per la zona tra le sopracciglia. I medici che iniettano la sostanza intorno agli occhi e ai lati della bocca, quindi, se ne assumono la responsabilità. La questione centrale, inoltre, è la dose: se il botox può dare tossicità, più se ne inietta più crescono i rischi.

Occorre tener ben presente, quindi, che il Botox è comunque una tossina e, come ogni farmaco, non è mai innocua. Per questo è necessario che a trattarla siano mani esperte e competenti, in ambienti sterili e adeguati ma, soprattutto, con una corretta informazione sui possibili effetti collaterali.

La moda del Botox party, quindi, non è cosa su cui giocare. In un articolo pubblicato qualche tempo fa sulla rivista ufficiale di chirurgia plastica americana "American Society of Plastic Surgeons", si leggono proprio i rischi di questa "moda da non seguire".

L'articolo sottolinea i punti fondamentali della questione che vanno ben ad di là dell'evidente ma necessaria presenza di ambienti sterili e idonei: in primo luogo, infatti, l'atmosfera goliardica di una festa non consente la compilazione di una adeguata anamnesi del paziente e quindi non censente di conoscere la storia clinica dello stesso.

Inoltre, non viene in genere preso nessun tipo di consenso informato al trattamento e anche quando il paziente firma un modello di consenso informato, la sua validità è certamente nulla, per la frequente presenza di bevande alcoliche offerte durante queste riunioni e della mancanza di tempo per una corretta valutazione dei rischi.

Non tutti sanno, poi, che l'iniezione di botox richiede che il paziente sia tranquillo e fermo per un discreto periodo di tempo dopo il trattamento (per prevenire il rischio di diffusione ai muscoli vicini a quelli trattati) ed è ovvio che questa condizione è praticamente impossibile da ottenere ad una festa. Senza contare, infine, che l'assicurazione per i rischi professionali del medico, potrebbe non coprire le procedure eseguite al di fuori di strutture mediche adeguatamente attrezzate.

Si alla bellezza, allora, ma con oculatezza e, soprattutto, con un minimo di responsabilità sia da parte dei medici che, soprattutto, da parte dei pazienti, ricordando un vecchio proverbio antico ma, quanto mai attuale: chi è causa del suo mal, pianga se stesso.

Fonte foto: http: //www.rdbc.co.za/

Fonti:

http://www.xthetic.com/botulino.htm

http://www.medici-estetici.com/trattamenti/botox.html

http://agora.forpassion.net/2010/07/20/un-disastro-chiamato-botox/

Emanuela Annita Scuderi

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