Secondo uno studio britannico, l'uso regolare dell'antinfiammatorio ridurrebbe alcuni tumori
Scoperta - Un' équipe di ricercatori della Oxford University ha dimostrato che una dose giornaliera di una compressa a base di acido acetilsalicilico - la comune aspirina - diminuirebbe il rischio di mortalità associato a diverse forme di neoplasie.
Sperimentazione - Le indagini cliniche sono state effettuate su un campione di circa 25mila persone. Ai vari pazienti sono stati somministrati 75 milligrammi al giorno del farmaco, per un periodo compreso tra i 4 e gli 8 anni.
Risultati - E' stato riscontrato che, nei soggetti presi in esame, il pericolo di ammalarsi di cancro si è ridotto immediatamente del 20%. Si è visto, però, che l'effetto protettivo prosegue negli anni in modo crescente, raggiungendo il 40% nell'arco di un ventennio. Gli esiti positivi interessano forme tumorali intestinali, polmonari ma anche quelli alla prostata e in percentuale maggiori all'esofago. I benefici sono strettamente connessi all'assunzione di una dose ben precisa, non variano con il sesso o l'abitudine al fumo ma aumentano con l'età.Rischi - E' chiaro che trattandosi di una terapia farmacologia occorre, comunque, essere prudenti.
Sono noti, infatti, gli effetti collaterali dell'aspirina a livello gastrico e sulla coagulazione.
Nel primo caso, aumenta il rischio di ulcera, nel secondo riduce la capacità di coagulamento del sangue, fattore critico nei casi di emorragia interna grave.
Pareri - Il mondo scientifico si divide. Alcuni considerano l'indagine come un dato importante che si aggiunge ad altri acquisiti in precedenza, ricordiamo che negli Stati Uniti l'aspirina viene normalmente assunta come farmaco preventivo nei casi di predisposizione a malattie cardiovascolari.
‹‹ Questo lavoro ribadisce e rinforza quanto sapevamo, cioè che l'aspirina a lungo termine protegge dal tumore del colon e, con ogni probabilità, da altre forme di cancro ›› ha commentato Carlo La Vecchia, professore associato all'Università di Milano e capo del Dipartimento di Epidemiologia dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.
Altri, invece, invitano ad essere attenti e a non diffondere messaggi sbagliati.
E' il caso di Fausto Roila, direttore della struttura oncologica dell'ospedale di Terni.
‹‹ Credo che sia necessario essere cauti prima di consigliare questa chemio prevenzione a tutti i soggetti sani e del resto gli autori stessi sottolineano che sono necessari ulteriori studi››.
E allora si sa " meglio prevenire che curare" ma anche nella prevenzione è importante essere consapevoli e ponderati ma soprattutto consultare chi di dovere.
Cosima Ticali
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