L'argomento che sta tenendo banco in Italia da qualche tempo, grazie anche all'inchiesta realizzata dalla trasmissione “Le Iene”, riguarda la veridicità o meno delle proprietà curative del veleno di scorpione blu, sostanza prodotta a Cuba dalla Labiofam, capace, a detta di tanti, di assolvere a funzioni curative di grande valore terapeutico. Si tratta di un concentrato da conservare in frigorifero e da assumere diluito con acqua. Il cosiddetto “Escozul” viene unicamente distribuito, assolutamente in forma gratuità, dagli uffici della sanità statale cubana, anche se purtorppo, ultimamente, si sono diffusi sul web diversi annunci di vendita della sostanza a prezzi tutt’altro che modici.
L’attenzione intorno a quello che viene universalmente definito un farmaco è suscitata da una ricerca pubblicata dal Dipartimento di Scienza delle piante dell’Università di Tel Aviv, finalizzata, principalmente, ad individuare un antidolorifico che rappresenti un’alternativa naturale alla morfina, che si è soliti utilizzare per attenuare il dolore provocato da malattie terminali o da gravi patologie, ma che può provocare effetti collaterali. In tale ricerca si è rilevato che il suddetto veleno di scorpione contiene al suo interno delle tossine che sono capaci d'interagire con i canali del sodio che fanno parte del sistema nervoso e muscolare: proprio alcuni di questi canali sono di grado di trasmettere l’impulso del dolore. L’azione del veleno di scorpione tenderebbe ad inibire tale trasmissione da parte dei canali, procurando sollievo al paziente.L’inchiesta delle Iene, condotta dalla “iena” Giulio Golia, avvalora tale affermazione, mostrando in Italia esempi di individui affetti da malattie tumorali che hanno ricavato sollievo dall’utilizzo della sostanza. E’ bene comunque dare, in questo caso, una precisa delimitazione alla reale utilità di questo farmaco: può svolgere una funzione semplicemente palliativa o addirittura terapeutica? In soldoni può soltanto alleviare il dolore o può addirittura contribuire alla guarigione dalla malattia, anche se questa sia tumorale?
Diversi pazienti che hanno fatto ricorso a questo prodotto hanno evidenziato, a prescindere dal fatto di sentirsi meglio e accusare meno dolore migliorando la qualità della vita, dei miglioramenti con o senza le terapie tradizionali. Si sa, quando ci si trova in situazioni serie come quella di una malattia tumorale, spesso e volentieri l’individuo tende ad accogliere senza rifletterci più di tanto qualsiasi espediente spacciato per “miracoloso”. Ma il significato degli effettivi miglioramenti ottenuti dai pazienti in questione è stato drasticamente sminuito dalle parole del direttore dell’agenzia di regolamentazione del farmaco, Rafael Perez, il quale ha affermato che: «non esistono, al momento, prove fondate che testimonino la funzione terapeutica del veleno di scorpione, poichè il farmaco è in fase di sperimentazione pre-clinica, quindi le sue reali proprietà devono ancora essere appurate».
E’ una smentita, ma non una disillusione, quindi, non ci resta che attendere, con serenità e senza coltivare false speranze, il giusto tempo necessario, affinchè i ricercatori possano davvero scoprire cosa può veramente fare l’“Escozul”. Un celeberrimo proverbio dice: "la speranza è l’ultima a morire": non può che essere così sulla possibilità di un importantissimo passo in avanti nella ricerca farmaceutica.
Michele Patanè
Fonte foto:thisiscuba.net
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