Secondo uno studio dell'ISTAT, un italiano su dieci soffre sul lungo periodo dello stress da rientro. Generalmente questa forma depressiva porta l'individuo ad assumere un atteggiamento scontroso, quasi di chiusura, verso i propri cari e verso i colleghi, specie se presunti antagonisti. Proprio nel luoghi di lavoro si notano solitamente gli effetti più tragicomici: ansia e nervosismo a mille, soprattutto nelle attività più semplici, continue disattenzioni e vuoti di memoria dovuti al fatto che l'individuo, avendo la testa tra le nuvole, sia "più là che qua", mal di testa e agitazione. Inoltre, il soggetto tende a continui monologhi sulla vacanza appena trascorsa, condividendo con gli altri (spesso e volentieri annoiati) esperienze e testimonianze fotografiche per tenere vivo il prezioso ricordo.
Come dimostrato da alcune ricerche, l'intestino è l'organo più colpito da questa sindrome, poiché durante le vacanze si ha la tendenza a lasciarsi andare alle tentazioni del cibo. Di conseguenza, per fare in modo che gli effetti dello stress da rientro si attenuino, bisogna modificare le propria alimentazione, evitando per un po' il caffé (che causa forte nervosismo) e cibi pesanti (in primis frittura), a favore di pasti leggeri. Sono perciò consigliati prodotti integrali, mele, carote e agrumi in quanto ricchi di fibre idrosolubili, utili per il dimagrimento e contro le malattie cardiovascolari.
Ovviamente, anche a livello pratico si può evitare di essere colpiti dallo stress da rientro. Innanzitutto, il ritorno dalla vita vacanziera a quell'ordinaria deve essere chiaramente graduale. Nel caso di vacanze lunghe, bisogna rientrare almeno due giorni prima di ricominciare ad andare a lavorare, per potersi riadattare al proprio habitat e alle proprie abitudini in maniera tranquilla e quasi indolore. Svegliarsi presto la mattina, fare sport ed evitare di frequentare persone molto ansiose contribuiscono a risolvere più velocemente il problema. Per coloro poi che frequentano ambienti dove non è necessaria la divisa da lavoro, è persino consigliato un abbigliamento casual "per ricordare i bei tempi passati" e per riavvicinarsi senza ulteriori traumi all'ambiente lavorativo.
Variante infine dello stress da vacanza è il cosiddetto "Monday blues", ovvero la depressione del lunedì dopo lo stacco lavorativo del weekend (diffuso anche tra gli studenti). Tuttavia, rispetto al "post vacation blues", l'effetto negativo svanisce nel giro di qualche ora, specie quando i clienti e i superiori incalzano i distratti impiegati. Chi non soffre naturalmente di questa sindrome, sono coloro che non fanno distinzioni tra giorni feriali e festivi e ci riferiamo soprattutto a personale medico e paramedico, forze dell'ordine, impiegati nel settore ricettivo. Chiaramente il rischio per queste categorie di lavoratori di essere colpiti dalla depressione post vacanza è molto più elevato, specie quando sono poche le opportunità di usufruire di giorni di riposo da dedicare allo svago. Insomma, considerando che spesso a lavoro troviamo soffocanti gerarchie, colleghi invidiosi e clienti poco pazienti, il quadro che viene fuori è degno dei più lugubri dei funerali: è proprio vero che "il lavoro logora chi ce l'ha" !
Pasqualino D'Amico
| < Prec. | Succ. > |
|---|














