Il gioco continua. Torna al cinema l'enigmista più famoso del mondo: Jigsaw.
Nonostante il ritrovamento del suo corpo nel terzo film, la scia di sangue e di enigmi sembra non avere fine. In questo sesto capitolo della saga ritroviamo il tormentato detective Mark Hoffman, erede dell'Enigmista, e già protagonista del quarto e del quinto film, guardare il corpo smembrato del suo collega Peter Strahm. Tutto riparte proprio da dove l'avevamo lasciato: Hoffman, nel momento in cui l'FBI si avvicina troppo alla verità, e di conseguenza a lui, cerca di deviare le indagini creando prove per far ricadere la colpa su Strahm. Nel frattempo cerca di portare avanti le ultime volontà di Jigsaw, organizzando l'ultimo gioco, in cui protagonista è stavolta il capo di un'impresa di assicurazioni, Willian Easton. La presenza del capo dell'impresa assicurativa mostra l'attenzione del regista Kevin Greutert, che passa per la prima volta dal montaggio alla regia del film, per l'attualità: il contenuto del film ha che fare con il welfare e il problema delle assicurazioni private in America. La morale è sempre la stessa "vivere o morire..fa la tua scelta".
La struttura della storia continua a procedere in modo articolato, con continui flashback, e il ritorno di alcuni personaggi dei film precedenti, portando all'ampliamento del "puzzle" iniziato con il primo film. Man mano che la storia procede tutti i tasselli tornano al loro posto.
Il film nel contesto, continua a mantenere i suoi elementi tipici: colori freddi, ritmi lenti, colpi di scena azzardati, e ovviamente tanto splatter. Il sesto capitolo non ci risparmia da corpi lacerati, arti amputati, viscere, e litri di sangue. Il succo però resta sempre lo stesso: per quanto possano essere esaltanti le scene di splatter, soprattutto per gli amanti del genere, il film, così come i precedenti, ha perso di incisività, nonostante il tentativo di voler far proseguire la storia in maniera il più possibile originale.
Tobin Bell veste i panni dell'Enigmista per la sesta volta. Nonostante i suoi "allievi"( Amanda e Hoffaman), nessuno è riuscito a riproporre le stesse caratteristiche che hanno reso Jigsaw una delle figure degne di nota del cinema splatter seriale di questo millennio: Bell si è immedesimato completamente nel suo personaggio, tanto da farlo sembrare vero. Ne riesce a dare un' introspezione profonda e ricercata: in tutti i film ci viene mostrato un personaggio fragile, a causa della malattia, ma nello stesso tempo potente. Non si sporca mai le mani, nonostante venga definito un omicida seriale.
Non aspettatevi un game over. Il gioco continua.
Manuela Scuderi
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Saw VI: il gioco continua













