In uscita dal 28 maggio il sequel del film ispirato alla famosissima serie televisiva Da venerdì 28 maggio nelle sale italiane è di scena Sex and the city 2, per la regia di Michael Patrick King. Tornano a distanza di due anni dal primo film, uscito il 30 marzo 2008, le amatissime quattro amiche Carrie, Miranda, Charlotte e Samantha, che continuano a interrogarsi sulla loro vita sentimentale e sessuale. Carrie e Big sono sposati da ormai due anni e, dopo aver escluso di comune accordo l’eventualità di un figlio, vivono un momento di difficoltà matrimoniale: lei si interroga sulla sua vita da donna sposata, rimpiange le cene fuori, ormai sempre più rare ed è impaurita dalla routine. Miranda è sempre più presa dal lavoro tanto da rischiare di perdere momenti preziosi dell’infanzia del suo unico figlio per colpa di un capo detestabile. Il ruolo di mamma diventa anche per Charlotte sempre più complesso con l’arrivo della seconda figlia, mentre l’aiuto prezioso della giovane tata diventa una possibile minaccia per lei e il suo matrimonio. Alle prese con l’arrivo della menopausa è invece l’irriducibile Samanta che non riesce ad accettare l’età che avanza ed è sempre più schiava di creme costosissime e pillole di ormoni.
Ma New York, la città simbolo delle fortunatissime puntate del telefilm, «la City del titolo e il quinto personaggio dello show», è qui ridotta a una breve parentesi. Infatti, dopo un breve inizio in cui fa da sfondo al matrimonio gay tra Anthony e Stanford, l’azione si sposta ad Abu Dhabi (in realtà è il Marocco) dove le quattro amiche vanno in lussuosa vacanza senza uomini.
Prevedibili e poco originali i 145 minuti del film (troppi per la verità) che annoiano e deludono soprattutto perché privati degli elementi costitutivi delle sei stagioni televisive (la città, il tocco romantico, la ricerca dell’uomo ideale…).
Per non parlare delle attese guest star come Liza Minnelli, quasi ridicola mentre canta su un palco un pezzo di Beyoncè e Pènelope Cruz che fa una breve comparsa flirtando per meno di un minuto con Big.
Se non siete, quindi, appassionati della serie e non vi incuriosiscono più di tanto le avventure sentimentali delle protagoste, potete serenamente evitare di assistere per 145 minuti a uno spettacolo che finisce per «ricordare tristemente i nostrani cinepanettoni».
Venera Tripoli
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Sex and the city 2













