Inghilterra, XIII secolo. Robin Longstride è un arciere al servizio di Riccardo Cuor di Leone. Quest’ultimo viene ucciso nell’ultima battaglia, prima del ritorno dall’ultima Crociata. Sir Loxely è incaricato di riportare la corona del re morto in patria, ma quest’ultimo viene ferito a morte durante un agguato. La corona è raccolta da Robin, il quale, insieme ai compagni di Crociata, Little John, Will Scarlet e Allan A’Dayle, la riporta in patria, e una volta consegnata alla regina Eleonora d’Aquitania, si reca a Nottingham per far fede ad una promessa fatta a Sir Loxely in punto di morte. Qui Robin trova un padre, l’amore, una casa, le sue origini e un paese da guidare in guerra contro la Francia.
Presentato come film d’apertura alla 63ª edizione del festival di Cannes, il film di Riddley Scott va alle origini della leggenda, raccontando la nascita di un mito prima che diventasse il principe dei ladri che tutti conosciamo, e lo fa servendosi della stessa troupe del “Il gladiatore”, dallo scenografo al costumista, compreso l’attore protagonista, Russell Crowe.
La sensazione che si percepisce è di rivedere un gladiatore in calzamaglia d'epoca medievale: Crowe non fa altro che riproporre se stesso nelle movenze, nel modo di combattere, nei muscoli tesi, nella postura a cavallo. Poche frecce scoccate ed una spada che sostituisce l’arco per quasi tutto il film.
Ancora una volta l’antagonista è rappresentato dalla corona: prima Filippo, re di Francia, che attacca l’Inghilterra, e poi da Giovanni Senzaterra, divenuto re in seguito la morte del fratello Riccardo, che invidioso della gloria raggiunta da Robin lo bandisce dal regno, dichiarandolo fuorilegge(Comodo che allontana Massimo).
Le scene di battaglia spostano il loro campo d’azione dal Colosseo alla foresta di Nottingham.
Ad ogni generazione tocca il suo Robin, e quello di Scott si distacca dai suoi processori: da quello impersonato da Sean Connery, a quello di Mel Gibson, al penultimo di Kevin Costner.
Nel cast anche Cate Blanchett, il cui personaggio di Lady Marion ricorda la sua interpretazione nel film di Shekhar Kapur “Elisabeth- The Golden Age”, proprio nel ruolo della regina: stesso atteggiamento fiero, stesso portamento nobile, stesso sentimento ardito.
Insomma nel complesso il film di Scott è ben girato ma ricorda qualcosa di già visto.
Manuela Scuderi
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Robin Hood: un gladiatore in calzamaglia













