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15 volte ABORTO

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Le rivelazioni shock di una donna che ha abortito 15 volte e lo racconta nel suo libro: Impossible motherhood

 Il suo viso, incorniciato dai lunghi capelli biondi, appare solare e sereno. A guardarla non si direbbe che questa donna, una quarantenne portoricana, porti in sé un dramma durato 16 anni e forse molti di più.

 Il dramma di una donna che ha vissuto l’esperienza dell’aborto 15 volte, e lo racconta in un libro: Impossible motherhood (maternità impossibile), definendo se stessa aborto-dipendente. Il libro, che è stato pubblicato il 6 Ottobre scorso, ha conosciuto, prima, ben 51 rifiuti, tanto ha creato indignazione e il suo editore, prima della pubblicazione, ha assunto un avvocato che si accertasse della veridicità dei fatti.

Irene Vilar, questo è il nome della scrittrice, racconta di aver abortito solo per tenersi il suo uomo, molto più grande di lei , che giudicava i figli un ostacolo alla sessualità e passionalità della coppia. Una vera e propria dipendenza dall’aborto, sostiene Irene, proprio come i tossico-dipendenti non riescono a liberarsi dalla droga, lei per sedici anni non è riuscita a divincolarsi dalle pretese assurde del suo compagno, né tantomeno da se stessa.

Lei che una vita facile non l’ha mai avuta: sua nonna, una militante del Partito Nazionalista di Portorico, scontò 25 anni di carcere per aver commesso un attentato terroristico contro i membri del Congresso; sua madre morta suicida quando lei aveva solo otto anni e i due fratelli tossico-dipendenti.

Adesso però è finalmente mamma di due bambine ed ha un nuovo compagno, ma ha paura Irene. Paura del suo stesso libro, che ha già acceso un cruento dibattito sull’aborto, che spacca l’America in due. Ha paura per le minacce subite, per questo ha deciso di non pubblicizzare personalmente l’uscita del suo libro.

Quel libro, doloroso e intenso, che ha sconvolto non solo i pro-life, militanti anti-abortisti, ma anche i pro-choise. La femminista Robin Morgon, che ha scritto la prefazione di "Impossible Motherhood", si chiede se la libertà all’aborto non sia di fatto controproducente dal momento che c’è chi, come la Vilar, ne abusa fortemente.

Dopo questo suo primo libro dalle rivelazioni sconvolgenti, la scrittrice si prepara a raccontare la sua nuova vita, e un nuovo modo di vedere le cose nella sua seconda opera letteraria "Nel mezzo della notte".

Manuela Torrisi