Quando una maschera diventa forza espressiva
V per Vendetta
Diretto da: James McTeigue
« Voilà! Alla vista un umile veterano del vaudeville, chiamato a fare le veci sia della vittima che del violento dalle vicissitudini del fato. Questo viso non è vacuo vessillo di vanità ma semplice vestigio della vox-populi, ora vuota ora vana. Tuttavia questa visita alla vessazione passata acquista vigore ed è votata alla vittoria sui vampiri virulenti che aprono al vizio, garanti della violazione vessatrice e vorace della volontà! L'unico verdetto è vendicarsi, vendetta! E diventa un voto non mai vano poiché il suo valore e la sua veridicità vendicheranno un giorno coloro che sono vigili e virtuosi. In verità questa vichyssoise verbale vira verso il verboso, quindi permettimi di aggiungere che è un grande onore per me conoscerti e che puoi chiamarmi V! »*
Questo percorso lo porterà a capire una cosa fondamentale, quello che hanno creato non è un mostro solo esteriormente. Questo non lo porta ad abbandonare il suo unico scopo, la vendetta, assoluta ed inesorabile. A grandi linee è questo il tema principale di questo film “V PER VENDETTA” diretto da James McTeigue e tratto da una graphic novel “V for Vendetta” scritta da Alan Moore e illustrata da David Lloyd. Questo film va molto oltre, sembra quasi una sorta di viaggio tra immagine e pensiero, ti spinge a guardarti dentro e a chiederti quale sia il confine tra bene e male, tra quello che è giusto o sbagliato?
« I popoli non dovrebbero aver paura dei propri governi: sono i governi che dovrebbero aver paura dei popoli. »**
* monologo di presentazione di V ad Evey, la ragazza che suo malgrado lo aiuterà.
** frase storica di Thomas Jefferson (ripetuta nel film da V).
Carlo Fabio Giuffrida
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