Due anni sono passati da quando abbiamo visto il Frutto dell’Eden brillare nelle mani di Al Mualim: saranno riuscito i ragazzi della Ubisoft a far tesoro degli errori del primo capitolo e a preservarne i punti di forza? Sarà riuscito Assassin’s Creed 2 a far compiere il definitivo salto di qualità alla serie? Scopriamolo. A primo acchito è facile intuire il paradigma scelto dagli sviluppatori: azione e spettacolarità. Infatti il gioco inizia dove il prequel finisce: con Desmond e Lucy in fuga dall’Asbergo. E’ impossibile non notare fin da subito il suggestivo e vivido gioco di luci e colori, che tra l’altro ci accompagneranno per tutto il corso dell’avventura. Tuttavia Assassin’s Creed 2 da il suo meglio poco dopo, quando potremo visitare, nei panni di Ezio Auditore, Firenze e Venezia di fine ‘400. I più celebri monumenti ed edifici di queste città sono perfettamente riprodotti. Scalare Santa Maria Novella sarà un’esperienza eccitante, quasi mistica, specie per gli amanti della storia del Rinascimento. E’ proprio questo a far brillare il gioco di una luce estranea a molte produzioni; è questo a dare un’anima ad Assassin’s Creed 2: la passione degli sviluppatori per il Rinascimento e per l’Italia che trasuda da ogni metro quadrato di strada, piazza o costruzione. Questa è palpabile grazie alla sognante atmosfera di cui il gioco è impregnato, quasi a rendere la sensazione di passeggiare realmente per l’Italia centrale. Come non menzionare il livello del volo (grazie alla macchina del caro amico Leonardo da Vinci) su una Venezia notturna e romantica! Vi verrà voglia di dimenticare missione e obbiettivi e non fare altro che riempirvi gli occhi e il cuore sulle note della splendida Flight over Venice. L’amore per il Bel paese è palese anche nei più piccoli particolari, come l’enorme spazio dato alla lingua italiana nella versione inglese o le frasi pronunciati dai passanti, quanto mai verosimili e riguardanti spesso fatti e curiosità realmente accaduti al tempo. Da sottolineare, a proposito, anche la volontà degli sviluppatori di mantenere la trama per quanto possibile coerente alla realtà storica. Aspetto, questo, quasi raro persino nella produzioni letterale, figuriamoci in quelle video ludiche. E’ quindi la trama, come ampiamente previsto, il punto di forza del gioco. Intrighi e colpi di scena somministrati con maestria vi terranno al joypad senza soluzione di continuità, introducendo temi suggestivi ed eccitanti dietrologie (emblematica la quest secondaria dei glifi). Paradossalmente è questa “non soluzione di continuità” a determinare l’unico vero difetto di Assassin’s Creed 2. Precisa scelta degli sviluppatori è stato il brusco abbassamento della difficoltà di gioco, soprattutto nei combattimenti, troppo facili seppur spettacolari. Di conseguenza, la componente stealth risulta sacrificata sull’altare della fruizione narrativa, inutile dato che scatenare decine di guardie non recherà mai grandi problemi. Ciò invalida parzialmente l’introduzione di nuove dinamiche di gioco, come la possibilità di assoldare mercenari, ladri e prostitute per distogliere l’attenzione dal protagonista. Tuttavia questo seguito riesce laddove il prequel aveva fallito, ossia nella varietà, qui pienamente garantita sia nella story line che nelle quest secondarie.
Un capolavoro quindi, non esente da difetti, ma pienamente compensati dallo stile unico e da un offerta “artistica e narrativa” che ha pochi rivali nel mondo dei videogiochi.
- Grafica: 9
- Sonoro: 10
- Giocabilità: 8,5
- Longevità: 8,5
- Voto Finale: 9
Giuseppe Briganti
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Assassin’s Creed 2













