OGGIMEDIA.IT

News, curiosità e tendenze sul web

Sei su: Recensioni ACAB: il film. Storia di uomini veri

ACAB: il film. Storia di uomini veri

E-mail Stampa PDF
Condividi su : FacebookGoogleTwitterhttp://www.wikio.itDiggGurura
ACAB-IL-FILM.jpg

Il regista Sollima racconta una storia cruenta fatta di uomini veri: Nigro, Favino e Giallini nei panni di "celerini bastardi".

"Celerino figlio di puttana" è il motivetto che Cobra (Pierfrancesco Favino) canticchia all'inizio del film quasi a voler presentare la propria natura di celerino duro e convinto.

Nella sua squadra ci sono Mazinga (Marco Giallini in grande spolvero) e Negro (interpretato da Filippo Nigro) a cui si aggiunge la giovane recluta Spina (Domenico Diele), ed è proprio guardando con i suoi occhi che entriamo nelle vite di coloro che fanno parte di questo speciale reparto della Polizia di Stato, la Celere, impegnata nelle operazioni di ordine pubblico.

Stefano Sollima debutta sul grande schermo dopo il successo tv di "Romanzo Criminale - La serie", raccontando un'Italia diversa, vista da chi lo Stato ha scelto di servirlo inizialmente per vocazione ma che, forse perché tradito e abbandonato dallo Stato stesso, decide di farsi giustizia da solo, rifugiandosi dietro un distintivo per abusare della violenza contro extracomunitari, ultrà e sovversivi.

Fortissima, ma mai esplicita, è la presenza di elementi fascisti nel contesto del film: dai nomi in codice, al cameratismo. Spina viene costretto ad un rito di iniziazione come ultimo arrivato, al forte spirito di fretellanza e coesione contro tutto e tutti. Cobra chiama i suoi colleghi a testimoniare a suo favore contro la denuncia per percosse di un tifoso, ed è lo stesso Cobra che mentendo copre il ferimento di un tifoso da parte di Spina; alle spedizioni da "squadristi" contro ultrà ed extracomunitari.

Il regista tocca volutamente fatti realmente accaduti, come la morte del poliziotto catanese Filippo Raciti e del tifoso laziale Gabriele Sandri, per registrare lo sgomento e la rabbia di uomini che ogni domenica devono aspettarsi di far male e farsi male. Una guerriglia urbana alimentata da una tensione crescente e da un inconcepibile odio a cui lo Stato, da anni, non riesce a far fronte.

Quella di Sollima è una critica sottile, ma nemmeno troppo velata, all'immobilismo e alle promesse non mantenute da chi governa. Spina, in tempi di elezioni, chiede aiuto ad un assessore amico di infanzia per far sgomberare da extracomunitari abusivi la casa popolare assegnata alla madre, diritto sacrosanto riconosciuto dal politico che però, ad elezioni finite, non può garantire; è un prendere atto, senza giudicare, delle azioni che questi uomini compiono, figlie delle loro paure, dei loro rimpianti, dei loro difetti, delle loro convinzioni.

ACAB è una storia di critica sociale ma anche, e soprattutto, una storia di uomini come tanti, di uomini veri.

Fonte web:ptwschool.com

www.ptwschool.com/blog/acab-il-film.html

Giuseppe Molino