OGGIMEDIA.IT

News, curiosità e tendenze sul web

Sei su: Recensioni “L’educazione delle fanciulle”

“L’educazione delle fanciulle”

E-mail Stampa PDF
Condividi su : FacebookGoogleTwitterhttp://www.wikio.itDiggGurura
leducazione_delle_fanciulle
Dialogo tra due signorine perbene. Recensione sul libro di Luciana Littizzetto e Franca Valeri
"Il titolo del nostro libro mi fa ricordare le parole di Lorenzo Da Ponte: Una donna a quindici anni dèe saper ogni gran moda, dove il diavolo ha la coda, cosa è bene e mal cos'è".

Si chiude con questa considerazione "L'educazione delle fanciulle", il libro - edito da Einaudi - pensato e ideato da Luciana Littizzetto e Franca Valeri.

Si chiude con la riflessione di quest'ultima, la conversazione a quattro mani tra le due attrici italiane, il dialogo tra queste "due signorine perbene".

Un botta e risposta composto e misurato, un excursus di temi, ricordi, esperienze, punti di vista.
Un viaggio alla scoperta di due epoche, due famiglie, due mentalità, due modi di vivere e vedere il proprio mondo e quello degli altri.

Un percorso in cui si parte da lontano per arrivare alla realtà attuale, una cronologia non ordinata di vicende passate caratterizzate da incursioni in situazioni presenti.

"L'educazione delle fanciulle" rappresenta uno sguardo femminile sulla propria femminilità e sull'essere donna in generale. Una donna che fa i conti con il periodo storico in cui è vissuta, con la famiglia che l'ha educata, con la capacità di essere madre e l'incapacità di invecchiare, con il rapporto con se stessa e con il proprio uomo.

Con uno stile personale e personalizzato, un linguaggio semplice e riconoscibile, Luciana Littizzetto e Franca Valeri parlano di capelli, cucina, chirurgia estetica, suocere, madri, figli, amori idealizzati, aspettative disattese, passioni, libri, matrimoni, convivenze, cambi di direzione.

Come due amiche che si ritrovano a bere un tè in un freddo pomeriggio invernale, la comica torinese, presenza fissa del programma televisivo "Che tempo che fa" e l'attrice-sceneggiatrice milanese - insignita nel 2010 della laurea ad honorem in Lettere - si confrontano su quella che dovrebbe essere "l'educazione delle fanciulle".

"Un impegnarsi a essere vive da vive".

Foto del redattore

Cosima Ticali