Ciccino Pappalardo (interpretato dallo stesso regista Marchese), giovane scapestrato e giocatore incallito spesso perdente, non può rivelare allo zio Felice (il poliedrico Nino Spitaleri) la reale destinazione delle risorse economiche che quest'ultimo periodicamente sborsa per mantenerlo, pertanto per celare i suoi debiti di gioco inventa uno strampalato stratagemma, insieme all'amico Michelino (Luigi Spitaleri): trasformare, agli occhi dello zio e delle sue splendide (si fa per dire) donne, ossia la moglie Concetta (Serafina Aiello) e la figlia Margherita (Gloria Milazzo), la tranquilla pensione Stella in un manicomio gestito dallo stesso e popolato da stravaganti personaggi.
Sul palco si alternano e si intrecciano così le vicende personali di differenti "tipi umani", dal ferreo maggiore dell'esercito in congedo Marzio Scevola (Salvo La Rosa) allo scrittore alla ricerca dell'ispirazione Luigi (Ludovico Balsamo), dal musicista desideroso di riscatto Enrico (Fabio Tringali) alla sfortunata vedova Poidomani (Paola Marchese).
Un campionario di varia umanità in cui si inseriscono anche le "stranezze" del direttore della pensione Don Carlo Sapienza (Umberto Camera), della moglie Amalia (Nelly Cardone) e della figlia Rosina (Flavia Angioni), del barista Peppino (Giuseppe Militello) e della cameriera Bettina (Roberta Castro).
Esilaranti siparietti in cui gags ed equivoci a getto continuo hanno regalato al pubblico intervenuto divertimento allo stato puro ma, al contempo, numerosi momenti di riflessione sui vizi e sulle virtù del genere umano. Le scene sono state curate da Davide Balsamo, luci ed audio di Vito Mammana.
In allegato foto:Nino Spitaleri con Marcello Marchese
Fonte foto:Ufficio Stampa
Antonio Longo
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