Ma cos' è la libertà? Per questa si vive, si combatte e talvolta si muore. C'è chi la sua esistenza la dà per scontato:siamo cittadini liberi, libero pensiero, libero arbitrio, popolo sovrano. Purtroppo però non tutti i popoli regnano e comandano; esiste gente a cui il potere è stato tolto, gente che è schiava di un tiranno che ha già deciso come crescerà, cosa diventerà e persino come morirà.
Situazioni di questo tipo, insegna la storia, continuano fino a quando il popolo non decide di riprendersi lo scettro.
E' proprio questo il tema trattato nel libro "I ragazzi di Piazza Tahrir" da Azzurra Meringolo, presentato il 10 Novembre nella libreria Feltrinelli di Palermo, che vede protagonisti di una vera e propria rivolta tutte le città dell'Egitto, e tutti, indipendentemente dallo status sociale di appartenenza e dal loro credo religioso, formano un unico popolo unito contro il regime e contro il tiranno per il cambiamento.
Il fattore arabo e quello egiziano tendono a congiungersi in questa rivoluzione: l'Egitto senza l'arabismo conta poco e l'arabismo senza l'Egitto non può esistere. Nel libro vengono riportati "pezzi di vita" vissuta in quei mesi con riferimenti anche al ruolo avuto dalle donne egiziane nella rivoluzione che in un primo momento si sono mostrate restìe sul "da farsi" perché temevano che gli uomini avrebbero potuto abusare di loro ma dopo l'incoraggiamento dato da un gruppo di donne scese in piazza a manifestare la situazione si è "sbloccata".
E' però doveroso ricordare l'8 Marzo, giorno in cui la partecipazione delle donne alla manifestazione non venne gradita e alcune vennero picchiate, altre arrestate e mortificate in quanto furono costrette a fare un test di verginità.
Questa voglia della donna islamica di manifestare e di ribellarsi la si potrebbe interpretare come una "lotta nella lotta": il desiderio di cambiare il proprio ruolo nella famiglia e nella società.
Nel corso della presentazione è intervenuto il Prof. Pellitteri, esperto e studioso dei paesi arabi, il quale ha dichiarato: "ho letto il libro e l'ho trovato molto interessante. Ciò su cui ci si deve soffermare è che il mondo arabo è accomunato dalla storia, dalla cultura, dall'oppressione. E' il voler riaffermare la dignità personale e la dignità di nazione araba, è la voglia di poter parlare liberamente al bar senza il timore che le guardie di Mou Barack possano ucciderli da un momento all'altro perché colpevoli di avere espresso la propria opinione che fondamentalmente ha guidato la rivolta".
Come si sa il tiranno è caduto e il 28 Novembre ci saranno le elezioni in Egitto. Ovviamente la rivoluzione non è il punto di arrivo ma rappresenta un nuovo inizio. Certo è che il profumo della tanto ricercata e voluta libertà inizia a sentirsi.
Foto del redattore
Francesca Perconti
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Presentazione del libro di Azzurra Meringolo:"I ragazzi di piazza Tahrir













