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Premio Campiello 49esima edizione: il vincitore Andrea Molesini

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Il romanzo "Non tutti i bastardi sono di Vienna", pubblicato da Sellerio, ha ottenuto 102 voti.

Venezia. A trionfare quest’anno, nella famosissima manifestazione che, dopo il Premio Strega e il Bancarella, chiude l’estate all’insegna della cultura,  è un romanzo avvincente, carico di patriottismo, che prende le mosse da un fatto realmente accaduto e invita a profonde riflessioni sugli impatti devastanti e sconvolgenti della guerra.

Molesini, che esordisce qui come romanziere ma può vantare un ruolo attivo nel campo della letteratura per ragazzi, ricostruisce storicamente un anno intero di guerra: quello della disfatta di Caporetto e della conquista austriaca, nei giorni compresi tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1918. Ma non è solo la componente storica a fare la fortuna di questa opera. Intensa, infatti, è la caratterizzazione dei personaggi, che sono quasi sempre equilibrati, esenti da eccessi.

Tra i protagonisti, il nonno Guglielmo Spada, la nonna Nancy, il diassettenne orfano Paolo e la sfrontata e provocante Giulia… una famiglia «invasa a casa propria». Villa Spada, infatti, (la loro residenza) viene ferocemente occupata dai militari e ciò comporta un improvviso e cruento coinvolgimnto nelle vicende drammatiche e sanguinose della guerra. Come spiega lo stesso Molesini «Vivere in una casa invasa è una metafora della nostra condizione occidentale all'alba del terzo millennio. Il ruolo di ospite in casa propria è quello di ciascuno di noi, ora, qui».

L’autore ha dedicato la meritata vittoria alla scomparsa Elvira Sellerio, alla cui omonima casa editrice deve la pubblicazione del suo romanzo. La dedica recita la motivazione: “perché ha difeso la lingua dei padri dalla volgarità dei tempi". E fa piacere ricordare, a questo proposito, che la prestigiosa casa editrice proprio 30 anni fa vinceva lo stesso Premio Campiello con La diceria dell’untore del grande Gesualdo Bufalino, all’epoca appena esordiente.

Fonte foto: www.ilgazzettino.it

http://ilgazzettino.it/articolo.php?id=161828

Venera Tripoli