La conclusione alla quale sono arrivati i due scrittori giunge dopo un lungo periodo di studi e di rilevazioni. Capire quanto sia utile proibire le droghe: questo è l'obiettivo dell'analisi statistica. La canapa è da sempre l'erba proibita, vietarla ne scoraggia l'utilizzo? Il testo raccoglie centinaia di informazioni provando a dare luce alla questione attraverso notizie e dati su ciò che di vero si sostiene rispetto all'uso della canapa come droga.
«I divieti incattiviscono i consumatori e rendono più affascinanti le sigarette per i giovani? Sembrerebbe proprio di sì. Il proibizionismo non paga». Con queste parole risulta chiaro il messaggio dei due scrittori. Vietare l'uso delle sostanza stupefacenti nella maggioranza dei casi è inefficace. I divieti sono sempre un incentivo e se vige il divieto sulla canapa, dovrebbe esisterne uno anche sull'alcol che, dati statistici alla mano, causa ogni anno un numero sempre più elevato di decessi.
Nina Karen è alla sua prima esperienza come scrittrice, Jacopo Fo non è nuovo a questo tipo di studi. Figlio del grande Dario Fo e di Franca Rame, debutta a teatro e da lì inizia a pubblicare vignette e fumetti per giornali specializzati. Collaboratore del Corriere della Sera e dal 1998 ha aperto una propria casa editrice. Ha pubblicato diversi libri, tra gli ultimi in ordine di tempo ci sono:
il suddetto "L'erba del diavolo" edito da Dario Flaccovio; nel 2010 esce "Lo zen e l'arte di scopare" edito da Giunti Demetra; "Diventare Dio in 10 mosse" e "Cervelli fritti. Modestamente sono scemo".
Dai alcuni di questi titoli si evidenzia quale possa essere il suo modo di affrontare gli argomenti seri: ironia, sbeffeggiamento e dati statistici alla mano. Ai lettori la sentenza.
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"L'erba del diavolo" di Jacopo Fo e Nina Karen













