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Paolo Villaggio e il suo "Giudizio Universale"

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Tre giudici e un'infinità di anime da giudicare: sono questi gli elementi essenziali su cui ruota la vicenda del "Giudizio Universale", il nuovo esilarante libro di Paolo Villaggio . Abituati a conoscerlo come attore, nei panni del ragionier Ugo Fantozzi, divenuto storia della televisione, è riuscito a far passare l'ironia anche attraverso i suoi scritti.

Il genere umano si estingue e cosa succede dopo? Paolo Villaggio, ricreando una sorta di tribunale dei non viventi, si veste da cronista e come il più attento degli osservatori, mostra il destino dell'umanità.

Ci sono i giudici Dio, Gesù e Buddha e dinnanzi a loro si sottopongono a giudizio i grandi della storia. Ci sono proprio tutti: a cominciare da Adamo, relegato all'inferno per la colpa che ben conosciamo, c'è Maria Antonietta Poisson, marchesa di Pompadour, amante ufficiale di Luigi XV, per lei si apriranno, non senza discussioni, le porte del Purgatorio.
Difficile comprendere le sorti dei condannati a giudizio se non se ne conosce un po' di storia: Omero si appresta al banco degli imputati discutendo con Dante Alighieri, entrambi scrittori e creatori di grandi storie. Cristoforo Colombo, chiamato erroneamente "l'eroe dei due mondi" scatena l'ira del vero eroe Giuseppe Garibaldi.

L'elenco dei "chiamati in giudizio" è infinito, talmente lungo che la giornata prevede anche una pausa per i giudici. In rigoroso ordine alfabetico si susseguono calciatori e santi, scienziati e musicisti.
Carlo V, Martin Lutero e Girolamo Savonarola, protagonisti indiscussi della Riforma Protestante e della Controriforma del XVI secolo.

Seppur con dissacrante ironia il Villaggio scrittore è riuscito a coinvolgere tanti protagonisti, non era semplice fare calcare loro lo stesso palcoscenico e nel medesimo momento, ma la fine del mondo rende tutti uguali, uguali di fronte alla legge e soprattutto di fronte alla conclusione dell'umanità.

Il "Giudizio Universale" è edito dalla Feltrinelli, casa editrice con la quale Paolo Villaggio ha già pubblicato "Storia della libertà di pensiero" nel 2008.

Foto del redattore

Sabrina Ferrante